Sentirsi vicini.
Vita e sogni sono fogli di uno stesso libro: leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare - Arthur Schopenhauer
venerdì, dicembre 03, 2010
Precious moments
Insieme alla persona amata, ognuno che si rilassa per conto proprio con un po' di musica di sottofondo.
giovedì, dicembre 02, 2010
Il tradimento è insito nella natura umana?
Sono appena stata a vedere "Last Night", film che mi ha dato grandi spunti di riflessione.
Si tratta della storia di una coppia che in cui marito e moglie, che si trovano separati per una notte causa viaggio di lavoro di lui, si tradiscono a vicenda.
Ora. Posto che si tratta di un film, la cosa mi ha colpito parecchio perché le situazioni non sono poi così inverosimili.
Quindi il legame di una coppia, sancito dal matrimonio o meno, conta fino a un certo punto?
Non importa quanto ci si possa impegnare; prima o poi la tentazione e il tradimento arrivano per tutti?
La routine è destinata ad uccidere un rapporto di coppia prima o dopo?
Si tenderà, sempre e comunque, alla novità?
Ah, e io che credevo che il principe e la principessa, una volta incontrati, sarebbero vissuti per sempre felici e contenti.
mercoledì, dicembre 01, 2010
Ouch
Maledette scale scivolose.
E che botta!! :/
martedì, novembre 30, 2010
It's all about cars
Anzi no.
La mia macchina. Affettuosamente detta "il bolide" classe 1995, senza servosterzo né climatizzatore, ma dotata di alzacristalli elettrici. Rigorosamente 3 porte, verde scuro.
Un acciacco supercostoso ogni 2 anni circa.
Non riesco neanche a pensare di sbarazzarmene.
Mi è stata regalata in occasione della laurea triennale, me l'hanno fatta trovare infiocchettata in cortile. E io che avevo preso la patente 5 anni prima e avevo guidato si e no 3 volte.
Mi ha fatto imparare ad avere sicurezza al volante nonostante lo specchietto lato passeggero rotto almeno 4 volte nei modi più improbabili.
Mi ha accompagnato nelle scampagnate fuori porta, mi ha fatto perdere e ritrovare la strada, è stata teatro di liti e riconciliazioni.
Ogni volta che la guido mi dà un senso di libertà.
E ora che ho il lavoro vicino a casa e non guido praticamente più... cavolo quanto mi dispiace.
Si, perché appena mi siedo e chiudo la portiera è come se indossassi un vestito, di quelli che mi calzano a pennello.
E' un prolungamento naturale.
Quindi, un bel proposito antiecologista: guidare almeno una volta alla settimana.
Mi fa stare troppo bene.
domenica, novembre 28, 2010
sfiga
Ma perché, perché la mia macchinina ha sempre qualcosa che non va?
che poi io le sono affezionata e non ho cuore di cambiarla, proprio no :/
Ma ora mi ritrovo a dover aspettare il carro attrezzi perché non parte e devo spostarla PER FORZA adesso perché domani c'è la festa di quartiere.
Avessi voluto le feste di quartiere sarei andata a vivere in campagna, non in centro a Milano.
Sgrunt.
giovedì, novembre 25, 2010
- 1
Continua la saga delle lotte intestine.
Ieri sera mi stavo sfogando con il sant'uomo (mio marito. povero. si riascolta tutte le mie giornate di lavoro condite di insulti e improperi) che mi ha dato un ottimo suggerimento: pensa alle papere. Fuori sembrano imperturbabili, ma sotto l'acqua le loro zampette si muovono a folle velocità.
Inizialmente il suo ragionamento mi ha lasciato a dir poco perplessa.
Stamattina.
Oso chiedere alla depressa per 2 volte consecutive a distanza di 5 minuti l'una dall'altra da quale pr si trovasse una determinata rivista e mi sento rispondere: "Allora, ma che ansia c'hai?? L'ho lasciata a xxxxxxx. Che ansia!!"
Primo istinto: testata/mani al collo. no no no no.
* visualizzo le zampe della papera che si muovono sott'acqua*
Inspiro.
"Depressa, per piacere calmati, ti ho solo fatto una domanda. Rilassati".
*penso che lunedì la boss sarà tornata e che forse potrò darle un feedback. Ah, come mi sbizzarrirò.*
Mi esce un sorriso.
Nel corso della giornata altri sgambetti del genere si sono sprecati, ma io credo che la faccenda delle papere funzioni.
Comunque inizierò a leggere "L'arte della guerra" di Sun Tzu. Non si sa mai :)
mercoledì, novembre 24, 2010
Oggi avrei potuto mordere.
Ma partiamo dal principio.
Tutto cominciò quando la mia capa si prese una settimana di ferie e decise di passarmi il comando.
Partono telefonate avvisando chi di dovere e, per ultima, un'e-mail interna all'ufficio in cui dà la notizia del temporaneo passaggio di consegne.
E arrivò l'ondata di odio.
Comunque, tralasciando sul lunedì da paura vera data l'enormità di notizie pericolose uscite nel weekend, mi ritrovo a dover gestire i tre soggettini seguenti, d'ora in avanti così chiamati:
#1 - la depressa. Arrivata 2 settimane prima di me, non riesce a trovare uno straccio d'uomo, parla biascicando e bisbigliando e vive di sola verdura al vapore scondita. Dopo il messaggio del boss si è anche trasformata in invidia allo stato puro.
#2 - voglia di lavorare. Degna della sua presenza l'azienda da quasi 9 anni, è convinta che il capo lì dentro dovrebbe essere lei perché è l'unica a sapere le cose. Detta anche la timbratrice più veloce del west: alle 17.59 è sempre davanti alla macchinetta aspettando che scatti il minuto.
#3 - la stagista. Sono le sue prime due settimane in questa gabbia di pazzi. Chissà cosa pensa. Però mi piace per adesso.
Ora, mentre la stagista segue le indicazioni e accetta le correzioni col sorriso sulle labbra, le altre due mi stanno rendendo la vita un inferno.
Dico solo che preferirei essere da sola con una super mole di lavoro da fare piuttosto che avere queste due che credono di farmi i dispetti.
Qualcuno per piacere potrebbe inculcare in quella loro testa bacata che se un lavoro non viene fatto la brutta figura la fa tutto l'ufficio e non solo io? Ah, va beh.
Comunque.
Ieri sera alle 5 mando un'e-mail alla depressa chiedendole di mettere in word 8 link. Una mera operazione di copia/incolla, tempo stimato 10 minuti.
Stamattina arrivo in ufficio e non vedo le stampe. *grrr*
Controllo nella cartella per vedere se tutti i file sono a posto e ne vedo solo 2 su 8. *super grr*
Bene carina, vuoi giocare? Non vedo l'ora.
Riprendo l'email del giorno prima e, mettendo in copia la boss, le chiedo di completare il lavoro assegnatole il giorno prima.
Alle 9 arriva canticchiando. Accende il pc. Dopo 3 minuti si irrigidisce. Credo di aver visto la sua pelle virare al verdastro. Va a farsi un the chiudendosi in cucina e confabulando con voglia di lavorare. Ah ah ah. Alla fine ce l'abbiamo fatta.
Ora. Devo mettermi a mettere in copia il boss per ogni minima stupidaggine? Evidentemente si, visto che altrimenti mi ritrovo davanti un muro di gomma.
Così sarà.
By the way, - 2 all'alba. Thank God.
venerdì, ottobre 15, 2010
Job environment
In questi giorni sono un po' demotivata. No, anzi... non so, non riesco a trovare la parola adatta.
Sarà che a me lavorare piace. Il mio lavoro mi dà soddisfazione.
Mi piace tenere il cervello in attività, confrontarmi con altre persone, avere degli obiettivi e portarli a termine nel migliore dei modi.
Forse è proprio per questo che mal sopporto la cricca delle lamentine.
Immagino che questa categoria sia presente più o meno in ogni ufficio: persone che sono lì da anni, col posto fisso del tipo 'chi mai le schioderà più da lì' e non perdono occasione di lamentarsi del lavoro.
Le motivazioni sono le più disparate: dagli stipendi troppo bassi, al fatto che pretendano gli straordinari, al trattamento ingiusto del lavoratore.
Per come la vedo io non credo sia vero: a parte rare occasioni riesco sempre a uscire più o meno puntuale e sto continuando a crescere professionalmente.
Ovvio poi che tutto è soggettivo, ma quello che mi domando io è: perché non se ne vanno?
Senza polemica o rancore, ma l'atteggiamento più logico mi sembra questo.
Se il lavoro non mi piace così tanto da farmi lamentare ogni singolo giorno per il mio bene cerco altro.
E qui la crisi non c'entra perché si sta parlando di persone fisse in azienda da almeno 4, se non addirittura 8 anni.
In tutto questo tempo volete farmi credere di non aver trovato nient'altro? Neanche un misero colloquio? Non ci credo neanche un po'.
E quel che è peggio è che questi soggettini cercano di trascinarti nel loro vortice di scontento e negatività. Pare ci provino una sorta di gusto malsano.
Se non ci riescono, allora scattano altri comportamenti, tipo il parlare alle spalle o cercare di escluderti dalla cricca.
Fintanto che i miei superiori mi apprezzano sapete che c'è? Fanculo alle beghine.
Però, che nervi.
Alla fine credo che tutto possa risolversi nella Regola di Katherine Whitehorn per la felicita': Scopri quel che piu' ti piace fare e trova qualcuno che ti paghi per farlo.
E ora scusate, torno a leggere "Crisi mortale" di Robin Cook :)
martedì, ottobre 05, 2010
Not so fashion
Che io non vada troppo d'accordo con le scarpe col tacco è un fatto assodato.
Detto questo, ecco la perla di fine giornata lavorativa.
Stamattina mi alzo e piove, ragion per cui mi dico: "Benissimo, posso andare in ufficio con gli stivali da pioggia (quelli di gomma, come quelli dei bambini! ^^ ) e poi sfoggiare le scarpe col tacco assassino che avrò messo 2 volte in 3 anni tanto sono comode. Tanto, per stare seduta e fare si e no pochi metri nel corridoio..."
La prima parte del piano va a buon fine. Stupendo. Mi sento una strafiga.
Ore 18, faccio per uscire, guardo fuori dalla finestra e splende il sole.
Noncurante, mi siedo e faccio per mettermi ugualmente gli stivali.
La mia capa taccodipendente mi vede
"Ale, ma cosa fai, fuori non piove!"
"Eh ma sai, gli stivali non stanno in questo sacchettino" (portato da casa, di dimensioni assolutamente tattiche da contenere solo le decolletés).
"Ma su, puoi prendere tranquillamente una delle nostre shopper, non succede assolutamente niente. E poi queste scarpe ti stanno così bene..." Si alza, va a prendermi una shopper e me la passa.
Potevo uscire con gli stivali? Of course not.
Ora, dopo 30 minuti di cammino su tacco 7, ho un mal di piedi feroce.
Domani ballerine :D
lunedì, ottobre 04, 2010
This is SO me
...credo di aver appena rovinato una festa a sorpresa, ovviamente non apposta.
Great.
Vi saprò dire.
domenica, ottobre 03, 2010
Eat, pray, love
Non so se a qualcuno di voi sia capitato di andare a vedere questo film con Julia Roberts.


E' stato molto criticato per il fatto di aver dipinto un'Italia assolutamente stereotipata. Per alcune scene non posso far altro che essere d'accordo: un marasma di uomini che rincorrono due donne nel disperato tentativo di toccar loro il sedere è quantomeno caricaturale.
C'è però
una scena che trovo molto calzante: quella dei gesti.
E' innegabile: noi italiani parliamo con le mani. L'ho notato soprattutto nel corso dei miei viaggi all'estero. Di fronte a stranieri provenienti da altri paesi sembriamo quasi dei giocolieri o dei pittori, pronti a disegnare chissà cosa con mani, dita e movimenti del corpo.
Qualche giorno fa ho trovato queste vignette che trovo molto veritiere, nonché assolutamente geniali :D
Siamo veramente così?


sabato, ottobre 02, 2010
Yes, weekend!
Finalmente un po' di relax.
La settimana della moda è finita e con lei anche il mio tour de force - leggi: weekend inesistente.
Nonostante lavorare la domenica sia indubbiamente una palla al piede la sfilata mi carica un sacco.
In quei 20 minuti si trovano riuniti nello stesso posto alcune delle più grandi personalità del mondo della moda: caporedattori di testate famosissime, fashion bloggers, vip di ogni genere, fotografi, modelle, giornalisti del calibro di Suzy Menkes.
E' un ingranaggio mastodontico ed è ancora più incredibile che quei 20 minuti che si ripetono 4 volte all'anno riescano a far lavorare così tante persone.
Molto spesso il mondo della moda è accusato di superficialità e frivolezza, ma per la mia esperienza, seppur breve, ho visto avvicendarsi persone molto intelligenti e volitive.
Credo che la superficialità faccia parte del gioco, ma nulla di più.
Non sono mai stata chiamata cara/amore/stella così tante volte da così tante persone diverse in un anno.
Ho perso il conto di quante volte i miei colleghi si facciano la lampada in pieno inverno prima di eventi importanti.
La cura della persona diventa una specie di valore innato, per niente forzato. Io per prima ho subito questa metamorfosi. Quando mi capita di andare in ufficio senza aver messo almeno il correttore e poi incappo in qualche specchio mi vedo subito con la faccia sbattuta. Solo un paio d'anni fa non gli avrei dato assolutamente peso.
E nessuno in ufficio ci obbliga, anzi l'abbinata jeans + all stars è quella che va per la maggiore.
Quindi, quando i miei amici mi chiedono:
"Allora, il mondo della moda è proprio come si vede in tv o nei film?"
io non so mai bene cosa rispondere.
I film hanno una punta di verità, ma in fondo si tratta di una realtà lavorativa come altre in cui il valore principale è ovviamente l'immagine, ma non è costituito da teste vuote. Anzi.
martedì, agosto 10, 2010
Piccoli strumenti di tortura
Di cosa sto parlando?
Delle scarpe col tacco.
Non fraintendetemi, io le adoro: regalano slancio, altezza, sfinano le gambe.
Il problema è che nella stragrande maggioranza dei casi fanno male ai piedi.
Non sto parlando di un dolorino sopportabile che compare dopo ore di cammino nella city, ma di una morsa dolorosissima che ti coglie dopo 10 minuti di strada, solitamente nel tragitto parcheggio - ristorante (pub, cinema o altro luogo) tale da farti arrivare nel luogo di ritrovo con una smorfia di dolore dipinta sul volto e farti solo pensare ai comodissimi calzini antiscivolo che ti stanno aspettando a casa.
Confesso di aver sempre guardato con invidia a quegli esseri femminili in grado di volteggiare su un tacco 12 con qualsiasi condizione atmosferica già dalle 8 del mattino.
Purtroppo sono ben lontana da tali evoluzioni anche con un misero tacco a rocchetto di 2 centimetri.
Sarò forse demodé, ma trovo che le scarpe, oltre che belle, debbano essere anche comode.
Se non altro, dal mio metro e ottanta non sento la necessità di indossare dei trampoli, ma ogni tanto mi piace.
Scarpa comoda e bella = mission impossible?
Ma, soprattutto, sono solo io?
sabato, luglio 10, 2010
Just a bag?
No, io non credo.
Mentre per un uomo la definizione è abbastanza semplice (un qualcosa di stoffa o pelle con 2 manici atta a contenere oggetti) per noi donne, credo, la questione sia un po' più complicata.
Io sono piena di borse.
Di tutti i tipi e colori, di marca o no.
Ognuna rappresentativa di una mia particolare fase della mia vita, tant'è che ce ne sono alcune che mi domando a distanza di anni come abbia fatto ad acquistare.
Insomma, per me non è mai stato solo un oggetto per contenere altri.
E' un simbolo di me,più ancora di vestiti o scarpe.
Riesco ad apprezzarne le rifiniture, l'odore, il suo meraviglioso adattarsi al mio corpo.
è ciò che dà tono anche all'abito più semplice.
E lì dentro c'è tutta la mia vita.
Quindi no, non è solo una borsa.
mercoledì, giugno 16, 2010
A come...?
Lo ammetto, in questi giorni la tentazione di scrivere è stata piuttosto forte.
Ci sono stati moltissimi momenti in cui ho annotato mentalmente episodi più o meno divertenti e poi mi sono detta: ok, ora vado a casa e li butto "su carta".
Ovviamente mi è mancato il tempo e ora chi se li ricorda più.
In tutto questo è un anno che sono sposata.
Già.
E, onestamente, non credevo di rivivere le stesse emozioni di quel giorno.
Se non altro, non con la stessa intensità.
E' stato un altro giorno magico, un anno dopo.
Non ho mai avuto nulla in contrario riguardo alle coppie che scelgono di non sposarsi. In fondo l'importante è stare insieme.
Ora però, posso affermare con cognizione di causa che, secondo me, vanno a perdere qualcosa.
Il matrimonio non è solo la firma di un documento, uno sterile contratto, ma la festa più bella in onore dell'Amore che unisce due persone.
Si crea effettivamente un legame indissolubile che si avverte, giorno dopo giorno.
Troppo idealista? Forse.
Poi non fraintendetemi, il matrimonio non è tutto rose e fiori. Non mancano le litigate, i momenti di noia, quegli episodi durante i quali vorresti solo chiuderti a chiave in una stanza e uscire dopo ore.
Ma è come se ci fosse una musica dolcissima che suona sempre, più o meno forte e che tiene legati.
Non lo so, forse è perché sono ancora fresca di festeggiamenti che parlo come un'adolescente senza alcun senso pratico e che vede la vita come una bellissima nuvoletta rosa.
Ora però, il mio cuore è pieno di felicità e amore.
Meme!!!
Grazie a Zion che mi ha passato il meme.
Mi hanno sempre divertito.
Iniziamo:
3 cose che devo fare oggi:
considerato che sono le 20.37 non mi resta molto...
considerato che sono le 20.37 non mi resta molto...
-lavare i piatti
-lavarmi i denti e il viso
- sdraiarmi a letto a leggere un libro
3 cose essenziali di ogni giorno:
- dare un bacio a Diego prima di andare al lavoro
3 cose essenziali di ogni giorno:
- dare un bacio a Diego prima di andare al lavoro
- ascoltare un po' di musica
- coccolare Mandy (la mia super gatta)
3 cose che odio:
- le persone negative. Tendono ad avere la sgradevole tendenza a trasmettere il loro stato d'animo con una velocità supersonica.
3 cose che odio:
- le persone negative. Tendono ad avere la sgradevole tendenza a trasmettere il loro stato d'animo con una velocità supersonica.
- gli aghi. Non vi dico il cinema quando sono andata a donare il sangue. Stavo per mettermi a piangere davanti ai medici. -.-
- il caldo afoso e appicicaticcio che solo Milano sa produrre.
3 cose che odio di me:
- la conformazione vichinga del mio fisico. Snella, ma coscia massiccia indipendentemente dalla taglia. Grr.
3 cose che odio di me:
- la conformazione vichinga del mio fisico. Snella, ma coscia massiccia indipendentemente dalla taglia. Grr.
- I miei capelli quando piove.
-il mio carattere eccessivamente lunatico.
3 cose che amo di me:
-La mia autoironia e senso dell'umorismo.
3 cose che amo di me:
-La mia autoironia e senso dell'umorismo.
- I miei capelli quando NON piove.
- l'intraprendenza. Paga (quasi) sempre.
3 cose che non riesco a comprendere:
- gli automobilisti sclerati nel weekend
3 cose che non riesco a comprendere:
- gli automobilisti sclerati nel weekend
- chi non sorride mai.
- chi abbandona gli animali. Questa non solo non la comprendo, ma mi fa profondamente arrabbiare.
3 cose che mi annoiano:
- la routine
3 cose che mi annoiano:
- la routine
- stirare
- chi si lamenta in continuazione
3 cose che dicono di me:
-ho il cuor contento
3 cose che dicono di me:
-ho il cuor contento
- sono molto/troppo diretta
- sono un tipo allegro
3 cose che mi spaventano:
- le malattie incurabili.
3 cose che mi spaventano:
- le malattie incurabili.
- aghi/iniezioni
- la solitudine
3 cose che dico spesso:
-cioè
3 cose che dico spesso:
-cioè
-cazzo (mais oui, bonjour finesse ma princesse).
-ciao amici!
venerdì, maggio 14, 2010
Donare.
Finalmente ce l'ho fatta.
Dopo qualche anno di tentennamenti, letture e riletture di siti internet e testimonianze, stamattina ce l'ho fatta.
Sono andata a donare il sangue.
Il mio problema più grande è una paura sconsiderata e totalmente irrazionale degli aghi.
E, vi posso garantire, quello della donazione è VERAMENTE ENORME.
A parte il pizzico del foro di entrata, vedere la sacca che si riempiva del mio sangue che so che andrà a qualcuno che ne ha bisogno e che contribuirà a salvare una vita è una sensazione fortissima.
Effetti collaterali? Solo un po' di debolezza che sparisce bevendo tanta acqua e succhi, un buon pranzo e una dormita.
E' un piccolo gesto che aiuterà tante persone. E fidatevi, se sono sopravvissuta alla paura degli aghi, possono farlo tutti :P
Volete saperne di più? Cliccate qui
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this is me
mercoledì, maggio 05, 2010
Unità
è incredibile quanto sia facile riavvicinarsi alla propria famiglia di origine quando l'abbiamo lasciata.
Non credo che mi abbiano mai fatto così tante feste come da quando mi sono sposata.
Ogni volta sono sempre così felici di vedermi, di parlarmi, di gioire dei miei successi.
Ed è buffo, perché in 27 anni di vita non ho mai percepito un attaccamento così forte come ora.
Stasera sono uscita fuori a cena con la mia mamma.
Abbiamo parlato, riso e bevuto sangria come due grandi amiche.
Il nostro rapporto non è mai stato canonico, ma è proprio questo che lo rende così speciale.
Sin da bambina mi ha trattato come una piccola adulta.
Della serie: 3 regole base, ma la vita è tua, vivila.
Mi ha insegnato la potenza della libertà di scegliere con la propria testa anche a costo di sbatterla forte e farsi male.
Spesso si è scusata per non essere la mamma da manuale. Non è mai venuta a una riunione genitori - insegnanti quando ero a scuola, sopportava la compagnia delle altre mamme a stento, ragion per cui avrà assistito ad una sola delle mie recite e non ho quasi mai trovato la merenda dopo la scuola perché si dimenticava regolarmente di comprarla.
Da bambina ci restavo male, ma adesso ho capito che il regalo più grande aveva solo bisogno di più tempo per arrivarmi.
Ogni singola discussione avuta con lei è stata, ed è tutt'ora, fonte di crescita, arricchimento e ricchezza.
Dalle più serie (poche) a quelle decisamente poco da mamma (la maggior parte).
Mi rendo conto di essere fortunata.
Credo che le persone in grado di educare in questo modo si possano contare sulle dita di una mano.
E i figli sono ancora meno.
Se riuscirò ad assomigliarle anche solo un pochino potrò dire di essere una persona migliore.
E di aver portato un po' di buono nel mondo.
domenica, maggio 02, 2010
La meravigliosa varietà della natura umana
Credo stia diventando un'abitudine. Quella di scrivere tra un mestiere e l'altro.
Oggi nella fattispecie tra la pulizia del bagno che ora è super lindo e lo stirare :/
Proprio non riesco a farmelo piacere, ma tant'è.
Durante questo weekend ho riflettuto sul quanto sia stata fortunata a livello di rapporti umani nei miei due anni alla WSI.
Colleghi così speciali non li ritroverò mai.
Il punto è che ci avevo fatto l'abitudine, l'avevo dato quasi per scontato.
Invece mi sto rendendo conto ora della meravigliosa varietà della natura umana che può trovarsi seduta nello stesso ufficio.
Quella che non fa un secondo di più e che alle 17.59 è già lì col badge pronto per uscire, la depressa a cui non si può dire niente se è di cattivo umore, Psyco, il permaloso, il giullare (meno male!!!!!) e via discorrendo.
Trovandomi immersa in questa carrellata di casi umani (chissà in quale categoria mi inserirebbero a proposito? )l'unica cosa che mi resta è fare bene il mio lavoro anche a costo di prendermi di quella "che sa tutto lei con manie di grandezza" e andare avanti.
A questo proposito è vero: io ci tengo a fare bene il mio lavoro e non sopporto le approssimazioni. Se me le trovo davanti divento rompipalle.
Fantastico, ho trovato in quale categoria inserirmi! :D
E prima di ributtarmi a capofitto nella faccende vi lascio con questa chicca dei Griffin che mi ha fatto ridere per 10 minuti di fila.
Buon weekend mes amis!
martedì, aprile 27, 2010
Araba Fenice
La mia ultima esperienza lavorativa è stata un disastro totale.E invece adesso.
3 + 3 mesi di stage
Oggi, a circa 2 mesi dalla scadenza mi chiamano a colloquio con le Risorse Umane.
Contratto di 1 anno a tempo determinato (non i fuffa progetti o roba così) con uno stipendio di partenza di tutto rispetto e la possibilità di lavorare su progetti di mio interesse in autonomia.
La prossima settimana arriverà la lettera di impegno.
Stento quasi a crederci.
La ruota gira?
Giraaaaaaaaa :D
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