Molla tutto e torna a vivere sul lago.
Si era trasferita a Milano a settembre per sfuggire da una realtà provinciale e chiusa - sue testuali parole.
Voleva fare carriera.
Voleva ritrovarsi in tailleur e valigetta nel giro di pochi anni.
Una donna affermata e di successo.
Invece non ce la fa più.
Milano è uno schifo - ecco che cosa mi ha scritto.
Come fai tu in mezzo a stress, immigrati, sporcizia e inquinamento?
Io ho bisogno di laghi e prati.
Io invece?
Per me che sono sempre cresciuta in mezzo al cemento e ho sempre trovato più che sufficienti quei pochi alberi che spuntano con coraggio dall'asfalto.. boh questa storia mi pare un tantino esagerata.
Non nascondo che mi piacerebbe vivere in una città un po' più a misura d'uomo, con dei ritmi più tranquilli, ma da qui a dire che è tutto un casino..
Non so.
Forse non so che cosa mi perdo.
Accecata e illusa dalle luci di questa metropoli che magari mi dà l'illusione di avere tutto a portata di mano, senza dover faticare eccessivamente per ottenerlo.
Magari è vero, sono cresciuta in cattività.
Non ho mai provato a spiegare veramente le ali davanti ad una distesa infinita di verde e di azzurro.
Tutto questo per l'illusione mista a paura di trovarmi senza niente da fare, a trascorrere le giornate con le mani in mano.
Forse sto solo cercando di illudere me stessa con la storia dell'avere sempre 1000 cose da fare, della bellezza e della vitalità del caos e della frenesia di una città che all'estero viene esaltata come la capitale della moda, dalle mille luci, colori e suoni.
Quando invece sarebbe molto più semplice, bello e profondo sedersi a guardare le onde, respirando a pieni polmoni.