lunedì, giugno 30, 2008

in questo periodo

... non ho voglia di scrivere.
Preferisco di gran lunga leggere. Libri, riviste, i vostri blog...

Sto bene, al lavoro sto vagamente ingranando, ma sogno le vacanze che saranno corte e tardi... molto tardi... *sigh*

Vi penso tanto però :)

Baci

giovedì, giugno 19, 2008

Logorrea da blogger?

In questi giorni mi viene da scrivere tantissimo,
forse perché non l'ho fatto per tanto tempo.

E quando la sera mi rilasso, mi perdo davanti al computer, il mio piccolo world apart.
Ed è in questi momenti che mi metto a guardare e riguardare le foto della scorsa estate, a riascoltare le canzoni che l'hanno caratterizzata e pensare alle persone che l'hanno resa speciale.

E, nonostante sia passato quasi un anno, riesco a commuovermi ancora.

:)

mercoledì, giugno 18, 2008

Libri

Io adoro leggere.
Rientro in quella schiera di persone amichevolmente dette divoratrici.
Un libro che passa nelle mie mani ne esce inevitabilmente vissuto: costa con diverse pieghe ed eventuali orecchie alle pagine.

La mia carriera di lettrice è cominciata all'età di 6 anni e non si è mai più fermata.
Non mi formalizzo molto sul genere: gialli, romanzi, narrativa, poesia. 
Qualunque cosa che stuzzichi la mia curiosità.

Ed è forse anche per questo motivo che l'altro giorno mi sono buttata a capofitto su una serie di libri esposti su una di quelle bancarelle dell'usato.
Mi piace la sensazione che danno le bancarelle: tanti volumi ammonticchiati, apparentemente dimenticati che aspettano qualcuno che se ne prenda cura, di nuovo.

Insomma, tra tutti quei libri ce n'è stato uno che ha catturato la mia attenzione.
Titolo e autore sconosciuti, si tratta di un romanzo giallo.
Me ne sono innamorata perché, aprendolo, ho sentito un profumo familiarissimo.
E, in quell'istante, mi sono rivista bambina con mio nonno nella casa al mare mentre leggevamo insieme "I ragazzi della via Pal". 

Un vecchio libro con le pagine ingiallite dal tempo e il profumo che solo i libri sanno avere.

lunedì, giugno 16, 2008

Di intimità e di libri che lasciano il segno

Era da tanto che non mi ritagliavo un momento per me davanti al computer.
Un momento intimo intendo.
Si, perché da quando ho iniziato a lavorare sul serio il mio rapporto col pc è: email, email, excel, stupidi software che si impallano una volta si e l'altra pure (ah no, ogni tanto non si aprono neanche -_- ) e ancora email.

Ovviamente quando torno a casa, la voglia di accendere un altro ordigno tende allo zero. In più mi bruciano gli occhi, ecco.

Invece stasera boh, ho messo un po' si musica, sono qui in camera con la luce soffusa, penso alle cose che devo fare domani con un certo relax (bene, riesco a non farmi prendere dall'ansia?? :P ) e tac... è tornato.
Il momento in cui senti che ti manca una pagina da riempire, anche se di frasi senza un senso preciso.
Si tratta solo di svuotare la mente e riversarne il contenuto su un foglio di carta, di lasciar scorrere i propri pensieri senza preoccuparsi che abbiano un senso logico.
Si tratta di creare?
Boh, forse.

Intanto colgo l'occasione per comunicarvi (tanto questo post non ha senso, è anche bello che il mio linguaggio passi dal colloquiale a virtuosismi più elaborati) che ho appena finito di leggere questo libro e me ne sono innamorata. Di cosa parla? Di scuola, come si evince dal titolo. Ma non in modo cattedratico, anzi. Daniel Pennac, in qualità di ex somaro diventato professore, tocca l'argomento scuola e alunni con una delicatezza e una raffinatezza che non possono fare altro che colpire positivamente. Nonostante il linguaggio dell'autore sia abbastanza colorito non sfocia mai nel volgare. "Diario di scuola" è un'ottima fotografia della realtà scolastica nel corso degli anni. 
E fa capire che i ragazzi si vestiranno in modo diverso, avranno più gadget tecnologici, ma, nel profondo, restano sempre delle rondini da salvare e da indirizzare verso la giusta direzione. 



venerdì, giugno 13, 2008

Si vive per lavorare o...

...lavorare per vivere?
Mi spiego meglio.
E' vero che può non essere visto benissimo l'alzarsi allo scoccare della fine del turno.
Ma il contrario?
Se elasticamente resto un pochino di più per non lasciare a metà le cose che avevo iniziato, ma comunque quando è tempo faccio per andarmene... com'è che mi sento quasi in difetto nei confronti della persona che mi fa il passaggio di consegna che mi dice che si fermerà 2 ore in più - per altro con lo stesso stipendio?

La dedizione ad un lavoro non si mostra lavorando al meglio nel tempo previsto?
Deve essere sempre necessario farsi vedere inchiodati ad una scrivania per 2 ore in più del dovuto?

Io non credo...
Non voglio...

lunedì, giugno 09, 2008

Frenesia

In questi giorni a lavoro quasi non ho tempo di andare in bagno, figuriamoci il blog... :P
Però sto iniziando a capire i miei compiti.
E' un lavoro mooolto frenetico, bisogna avere sott'occhio tante cose diverse e ovviamente ricordarsele, ma mi sento messa alla prova in senso positivo.
Sento che posso farcela.
Devo controllare contemporaneamente 2 caselle di posta, sapere più o meno a memoria gli orari dei vari insegnanti e tenere i contatti con le varie aziende.

Ma ce la posso fare XD

mercoledì, giugno 04, 2008

Sommersa

Cazziatoni immeritati ricevuti da supermegaboss che comunque vanno tenuti buoni: 1

Email ricevute in cui i clienti si lamentano di problemi tecnici non di nostra competenza: 8

Risposte alle email di cui sopra cercando comunque di risolvere il problema: 5

Grossi casini che non vorresti MAI succedessero sul luogo di lavoro: 1 (motivo della sfuriata al punto 1)

Volte in cui ho provato terrore sentendo squillare il telefono: tutte dopo il cazziatone, quindi almeno una decina.

E ho lavorato per 2 giorni
Tra una settimana che faccio???

domenica, giugno 01, 2008

Just for fun

A seguito dei lavori di ristrutturazione della chiesa di Castelfranco di Sopra, è stata rinvenuta una nota spese per restauri datata 15 gennaio 1652.
Tale nota, per il curioso e singolare contenuto, è stato deciso di conservarla nella pinacoteca annessa alla chiesa stessa.

Ecco il testo integrale del documento:


Ci pregiamo rimettere fattura per i seguenti restauri:

Rinnovo del Paradiso (Icanto): 1 scudo
Rifatta la barba al Padreterno: 2 paoli
Indorata la cappella di S. Domenico: 5 paoli
Ritoccata una coscia di S. Rita: 3 baiocchi
Ritoccata la coda al porco di S. Antonio: 1 scudo
Messo un corno a Mosè: 2 scudi
Rifatte le palle a S. Bartolomeo: 12 paoli
Foderata la nicchia di S. Alfonso: 4 baiocchi
Ritoccato l'uccello in mano a S. Francesco: 2 paoli
Introdotta la linguetta e una canna nell'organo di S. Cecilia: 8 baiocchi
Fatta una nuova sega a S. Giuseppe: 6 scudi
Fatto fare un altro bambino alla Madonna: 15 scudi
Ritoccato il seno di S. Agata: 8 scudi
Passata una mano sul didietro di S. Anna: 2 scudi
Otturato il buco di S. Brigida: 9 scudi
Allargata la nicchia di S. Lucia: 7 scudi
Raddrizzata la verga di S. Cristoforo: 3 scudi
Fatte diverse limature a S. Filomena: 12 paoli
Rifatto il culo ad un angelo dietro l'altare: 15 baiocchi