Rientro in quella schiera di persone amichevolmente dette divoratrici.
Un libro che passa nelle mie mani ne esce inevitabilmente vissuto: costa con diverse pieghe ed eventuali orecchie alle pagine.
La mia carriera di lettrice è cominciata all'età di 6 anni e non si è mai più fermata.
Non mi formalizzo molto sul genere: gialli, romanzi, narrativa, poesia.
Qualunque cosa che stuzzichi la mia curiosità.
Ed è forse anche per questo motivo che l'altro giorno mi sono buttata a capofitto su una serie di libri esposti su una di quelle bancarelle dell'usato.
Mi piace la sensazione che danno le bancarelle: tanti volumi ammonticchiati, apparentemente dimenticati che aspettano qualcuno che se ne prenda cura, di nuovo.
Insomma, tra tutti quei libri ce n'è stato uno che ha catturato la mia attenzione.
Titolo e autore sconosciuti, si tratta di un romanzo giallo.
Me ne sono innamorata perché, aprendolo, ho sentito un profumo familiarissimo.
E, in quell'istante, mi sono rivista bambina con mio nonno nella casa al mare mentre leggevamo insieme "I ragazzi della via Pal".
Un vecchio libro con le pagine ingiallite dal tempo e il profumo che solo i libri sanno avere.
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