E che botta!! :/
Vita e sogni sono fogli di uno stesso libro: leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare - Arthur Schopenhauer
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mercoledì, dicembre 01, 2010
Ouch
Maledette scale scivolose.
martedì, novembre 30, 2010
It's all about cars
Anzi no.
La mia macchina. Affettuosamente detta "il bolide" classe 1995, senza servosterzo né climatizzatore, ma dotata di alzacristalli elettrici. Rigorosamente 3 porte, verde scuro.
Un acciacco supercostoso ogni 2 anni circa.
Non riesco neanche a pensare di sbarazzarmene.
Mi è stata regalata in occasione della laurea triennale, me l'hanno fatta trovare infiocchettata in cortile. E io che avevo preso la patente 5 anni prima e avevo guidato si e no 3 volte.
Mi ha fatto imparare ad avere sicurezza al volante nonostante lo specchietto lato passeggero rotto almeno 4 volte nei modi più improbabili.
Mi ha accompagnato nelle scampagnate fuori porta, mi ha fatto perdere e ritrovare la strada, è stata teatro di liti e riconciliazioni.
Ogni volta che la guido mi dà un senso di libertà.
E ora che ho il lavoro vicino a casa e non guido praticamente più... cavolo quanto mi dispiace.
Si, perché appena mi siedo e chiudo la portiera è come se indossassi un vestito, di quelli che mi calzano a pennello.
E' un prolungamento naturale.
Quindi, un bel proposito antiecologista: guidare almeno una volta alla settimana.
Mi fa stare troppo bene.
domenica, novembre 28, 2010
sfiga
Ma perché, perché la mia macchinina ha sempre qualcosa che non va?
che poi io le sono affezionata e non ho cuore di cambiarla, proprio no :/
Ma ora mi ritrovo a dover aspettare il carro attrezzi perché non parte e devo spostarla PER FORZA adesso perché domani c'è la festa di quartiere.
Avessi voluto le feste di quartiere sarei andata a vivere in campagna, non in centro a Milano.
Sgrunt.
giovedì, novembre 25, 2010
- 1
Continua la saga delle lotte intestine.
Ieri sera mi stavo sfogando con il sant'uomo (mio marito. povero. si riascolta tutte le mie giornate di lavoro condite di insulti e improperi) che mi ha dato un ottimo suggerimento: pensa alle papere. Fuori sembrano imperturbabili, ma sotto l'acqua le loro zampette si muovono a folle velocità.
Inizialmente il suo ragionamento mi ha lasciato a dir poco perplessa.
Stamattina.
Oso chiedere alla depressa per 2 volte consecutive a distanza di 5 minuti l'una dall'altra da quale pr si trovasse una determinata rivista e mi sento rispondere: "Allora, ma che ansia c'hai?? L'ho lasciata a xxxxxxx. Che ansia!!"
Primo istinto: testata/mani al collo. no no no no.
* visualizzo le zampe della papera che si muovono sott'acqua*
Inspiro.
"Depressa, per piacere calmati, ti ho solo fatto una domanda. Rilassati".
*penso che lunedì la boss sarà tornata e che forse potrò darle un feedback. Ah, come mi sbizzarrirò.*
Mi esce un sorriso.
Nel corso della giornata altri sgambetti del genere si sono sprecati, ma io credo che la faccenda delle papere funzioni.
Comunque inizierò a leggere "L'arte della guerra" di Sun Tzu. Non si sa mai :)
mercoledì, novembre 24, 2010
Oggi avrei potuto mordere.
Ma partiamo dal principio.
Tutto cominciò quando la mia capa si prese una settimana di ferie e decise di passarmi il comando.
Partono telefonate avvisando chi di dovere e, per ultima, un'e-mail interna all'ufficio in cui dà la notizia del temporaneo passaggio di consegne.
E arrivò l'ondata di odio.
Comunque, tralasciando sul lunedì da paura vera data l'enormità di notizie pericolose uscite nel weekend, mi ritrovo a dover gestire i tre soggettini seguenti, d'ora in avanti così chiamati:
#1 - la depressa. Arrivata 2 settimane prima di me, non riesce a trovare uno straccio d'uomo, parla biascicando e bisbigliando e vive di sola verdura al vapore scondita. Dopo il messaggio del boss si è anche trasformata in invidia allo stato puro.
#2 - voglia di lavorare. Degna della sua presenza l'azienda da quasi 9 anni, è convinta che il capo lì dentro dovrebbe essere lei perché è l'unica a sapere le cose. Detta anche la timbratrice più veloce del west: alle 17.59 è sempre davanti alla macchinetta aspettando che scatti il minuto.
#3 - la stagista. Sono le sue prime due settimane in questa gabbia di pazzi. Chissà cosa pensa. Però mi piace per adesso.
Ora, mentre la stagista segue le indicazioni e accetta le correzioni col sorriso sulle labbra, le altre due mi stanno rendendo la vita un inferno.
Dico solo che preferirei essere da sola con una super mole di lavoro da fare piuttosto che avere queste due che credono di farmi i dispetti.
Qualcuno per piacere potrebbe inculcare in quella loro testa bacata che se un lavoro non viene fatto la brutta figura la fa tutto l'ufficio e non solo io? Ah, va beh.
Comunque.
Ieri sera alle 5 mando un'e-mail alla depressa chiedendole di mettere in word 8 link. Una mera operazione di copia/incolla, tempo stimato 10 minuti.
Stamattina arrivo in ufficio e non vedo le stampe. *grrr*
Controllo nella cartella per vedere se tutti i file sono a posto e ne vedo solo 2 su 8. *super grr*
Bene carina, vuoi giocare? Non vedo l'ora.
Riprendo l'email del giorno prima e, mettendo in copia la boss, le chiedo di completare il lavoro assegnatole il giorno prima.
Alle 9 arriva canticchiando. Accende il pc. Dopo 3 minuti si irrigidisce. Credo di aver visto la sua pelle virare al verdastro. Va a farsi un the chiudendosi in cucina e confabulando con voglia di lavorare. Ah ah ah. Alla fine ce l'abbiamo fatta.
Ora. Devo mettermi a mettere in copia il boss per ogni minima stupidaggine? Evidentemente si, visto che altrimenti mi ritrovo davanti un muro di gomma.
Così sarà.
By the way, - 2 all'alba. Thank God.
venerdì, ottobre 15, 2010
Job environment
In questi giorni sono un po' demotivata. No, anzi... non so, non riesco a trovare la parola adatta.
Sarà che a me lavorare piace. Il mio lavoro mi dà soddisfazione.
Mi piace tenere il cervello in attività, confrontarmi con altre persone, avere degli obiettivi e portarli a termine nel migliore dei modi.
Forse è proprio per questo che mal sopporto la cricca delle lamentine.
Immagino che questa categoria sia presente più o meno in ogni ufficio: persone che sono lì da anni, col posto fisso del tipo 'chi mai le schioderà più da lì' e non perdono occasione di lamentarsi del lavoro.
Le motivazioni sono le più disparate: dagli stipendi troppo bassi, al fatto che pretendano gli straordinari, al trattamento ingiusto del lavoratore.
Per come la vedo io non credo sia vero: a parte rare occasioni riesco sempre a uscire più o meno puntuale e sto continuando a crescere professionalmente.
Ovvio poi che tutto è soggettivo, ma quello che mi domando io è: perché non se ne vanno?
Senza polemica o rancore, ma l'atteggiamento più logico mi sembra questo.
Se il lavoro non mi piace così tanto da farmi lamentare ogni singolo giorno per il mio bene cerco altro.
E qui la crisi non c'entra perché si sta parlando di persone fisse in azienda da almeno 4, se non addirittura 8 anni.
In tutto questo tempo volete farmi credere di non aver trovato nient'altro? Neanche un misero colloquio? Non ci credo neanche un po'.
E quel che è peggio è che questi soggettini cercano di trascinarti nel loro vortice di scontento e negatività. Pare ci provino una sorta di gusto malsano.
Se non ci riescono, allora scattano altri comportamenti, tipo il parlare alle spalle o cercare di escluderti dalla cricca.
Fintanto che i miei superiori mi apprezzano sapete che c'è? Fanculo alle beghine.
Però, che nervi.
Alla fine credo che tutto possa risolversi nella Regola di Katherine Whitehorn per la felicita': Scopri quel che piu' ti piace fare e trova qualcuno che ti paghi per farlo.
E ora scusate, torno a leggere "Crisi mortale" di Robin Cook :)
martedì, ottobre 05, 2010
Not so fashion
Che io non vada troppo d'accordo con le scarpe col tacco è un fatto assodato.
Detto questo, ecco la perla di fine giornata lavorativa.
Stamattina mi alzo e piove, ragion per cui mi dico: "Benissimo, posso andare in ufficio con gli stivali da pioggia (quelli di gomma, come quelli dei bambini! ^^ ) e poi sfoggiare le scarpe col tacco assassino che avrò messo 2 volte in 3 anni tanto sono comode. Tanto, per stare seduta e fare si e no pochi metri nel corridoio..."
La prima parte del piano va a buon fine. Stupendo. Mi sento una strafiga.
Ore 18, faccio per uscire, guardo fuori dalla finestra e splende il sole.
Noncurante, mi siedo e faccio per mettermi ugualmente gli stivali.
La mia capa taccodipendente mi vede
"Ale, ma cosa fai, fuori non piove!"
"Eh ma sai, gli stivali non stanno in questo sacchettino" (portato da casa, di dimensioni assolutamente tattiche da contenere solo le decolletés).
"Ma su, puoi prendere tranquillamente una delle nostre shopper, non succede assolutamente niente. E poi queste scarpe ti stanno così bene..." Si alza, va a prendermi una shopper e me la passa.
Potevo uscire con gli stivali? Of course not.
Ora, dopo 30 minuti di cammino su tacco 7, ho un mal di piedi feroce.
Domani ballerine :D
lunedì, ottobre 04, 2010
This is SO me
...credo di aver appena rovinato una festa a sorpresa, ovviamente non apposta.
Great.
Vi saprò dire.
martedì, agosto 10, 2010
Piccoli strumenti di tortura
Di cosa sto parlando?
Delle scarpe col tacco.
Non fraintendetemi, io le adoro: regalano slancio, altezza, sfinano le gambe.
Il problema è che nella stragrande maggioranza dei casi fanno male ai piedi.
Non sto parlando di un dolorino sopportabile che compare dopo ore di cammino nella city, ma di una morsa dolorosissima che ti coglie dopo 10 minuti di strada, solitamente nel tragitto parcheggio - ristorante (pub, cinema o altro luogo) tale da farti arrivare nel luogo di ritrovo con una smorfia di dolore dipinta sul volto e farti solo pensare ai comodissimi calzini antiscivolo che ti stanno aspettando a casa.
Confesso di aver sempre guardato con invidia a quegli esseri femminili in grado di volteggiare su un tacco 12 con qualsiasi condizione atmosferica già dalle 8 del mattino.
Purtroppo sono ben lontana da tali evoluzioni anche con un misero tacco a rocchetto di 2 centimetri.
Sarò forse demodé, ma trovo che le scarpe, oltre che belle, debbano essere anche comode.
Se non altro, dal mio metro e ottanta non sento la necessità di indossare dei trampoli, ma ogni tanto mi piace.
Scarpa comoda e bella = mission impossible?
Ma, soprattutto, sono solo io?
mercoledì, giugno 16, 2010
A come...?
Lo ammetto, in questi giorni la tentazione di scrivere è stata piuttosto forte.
Ci sono stati moltissimi momenti in cui ho annotato mentalmente episodi più o meno divertenti e poi mi sono detta: ok, ora vado a casa e li butto "su carta".
Ovviamente mi è mancato il tempo e ora chi se li ricorda più.
In tutto questo è un anno che sono sposata.
Già.
E, onestamente, non credevo di rivivere le stesse emozioni di quel giorno.
Se non altro, non con la stessa intensità.
E' stato un altro giorno magico, un anno dopo.
Non ho mai avuto nulla in contrario riguardo alle coppie che scelgono di non sposarsi. In fondo l'importante è stare insieme.
Ora però, posso affermare con cognizione di causa che, secondo me, vanno a perdere qualcosa.
Il matrimonio non è solo la firma di un documento, uno sterile contratto, ma la festa più bella in onore dell'Amore che unisce due persone.
Si crea effettivamente un legame indissolubile che si avverte, giorno dopo giorno.
Troppo idealista? Forse.
Poi non fraintendetemi, il matrimonio non è tutto rose e fiori. Non mancano le litigate, i momenti di noia, quegli episodi durante i quali vorresti solo chiuderti a chiave in una stanza e uscire dopo ore.
Ma è come se ci fosse una musica dolcissima che suona sempre, più o meno forte e che tiene legati.
Non lo so, forse è perché sono ancora fresca di festeggiamenti che parlo come un'adolescente senza alcun senso pratico e che vede la vita come una bellissima nuvoletta rosa.
Ora però, il mio cuore è pieno di felicità e amore.
venerdì, maggio 14, 2010
Donare.
Finalmente ce l'ho fatta.
Dopo qualche anno di tentennamenti, letture e riletture di siti internet e testimonianze, stamattina ce l'ho fatta.
Sono andata a donare il sangue.
Il mio problema più grande è una paura sconsiderata e totalmente irrazionale degli aghi.
E, vi posso garantire, quello della donazione è VERAMENTE ENORME.
A parte il pizzico del foro di entrata, vedere la sacca che si riempiva del mio sangue che so che andrà a qualcuno che ne ha bisogno e che contribuirà a salvare una vita è una sensazione fortissima.
Effetti collaterali? Solo un po' di debolezza che sparisce bevendo tanta acqua e succhi, un buon pranzo e una dormita.
E' un piccolo gesto che aiuterà tante persone. E fidatevi, se sono sopravvissuta alla paura degli aghi, possono farlo tutti :P
Volete saperne di più? Cliccate qui
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this is me
domenica, maggio 02, 2010
La meravigliosa varietà della natura umana
Credo stia diventando un'abitudine. Quella di scrivere tra un mestiere e l'altro.
Oggi nella fattispecie tra la pulizia del bagno che ora è super lindo e lo stirare :/
Proprio non riesco a farmelo piacere, ma tant'è.
Durante questo weekend ho riflettuto sul quanto sia stata fortunata a livello di rapporti umani nei miei due anni alla WSI.
Colleghi così speciali non li ritroverò mai.
Il punto è che ci avevo fatto l'abitudine, l'avevo dato quasi per scontato.
Invece mi sto rendendo conto ora della meravigliosa varietà della natura umana che può trovarsi seduta nello stesso ufficio.
Quella che non fa un secondo di più e che alle 17.59 è già lì col badge pronto per uscire, la depressa a cui non si può dire niente se è di cattivo umore, Psyco, il permaloso, il giullare (meno male!!!!!) e via discorrendo.
Trovandomi immersa in questa carrellata di casi umani (chissà in quale categoria mi inserirebbero a proposito? )l'unica cosa che mi resta è fare bene il mio lavoro anche a costo di prendermi di quella "che sa tutto lei con manie di grandezza" e andare avanti.
A questo proposito è vero: io ci tengo a fare bene il mio lavoro e non sopporto le approssimazioni. Se me le trovo davanti divento rompipalle.
Fantastico, ho trovato in quale categoria inserirmi! :D
E prima di ributtarmi a capofitto nella faccende vi lascio con questa chicca dei Griffin che mi ha fatto ridere per 10 minuti di fila.
Buon weekend mes amis!
lunedì, aprile 05, 2010
The (im)perfect housewife
Due secondi, ma ci sono, davvero.

Cioè, più o meno.
Ho la cena in forno. Riscaldo gli avanzi di ieri a pranzo, nemmeno cucinati da me se devo essere onesta XD
Ad ogni modo, per rimettermi in riga nel mio ruolo ben poco calzante di casalinga perfetta, oggi ho deciso di fare dei biscotti.
Con un pizzico di cannella e gocce di cioccolato, ricetta recuperata dal manuale del mio super tecnologico robot da cucina regalatomi per Natale.
Il migliore amico di ogni housewife, no?
Vabbè, sorvoliamo.
A parte l'assoluta libidine nel vedere l'impasto che si crea davanti ai tuoi occhi mentre il tuo massimo sforzo sta nel preparare gli ingredienti e girare una manovella, non sono troppo convinta dell'esatta definizione di questo dolce.
Buono è buono.
La forma sarebbe anche quella dei biscotti.
Ma allora perché sono così morbidi? Non crudi, ma direi eccessivamente friabili.
Alto rischio effetto "uno tira l'altro non ce la si fa a smettere."
Giuro di aver seguito la ricetta alla lettera. Mah.
L'altra volta vi ho parlato della mia gatta pagliaccia e allora oggi ve la mostro nel suo posto preferito: il divano.
Meglio se accomodata nel cuscino centrale in modo da avere compagnia da entrambi i lati e in posizione da "Cosa aspettate a farmi i grattini? "
Ah, e ovviamente guai a fermarsi.
Vado a controllare la cena.
Bruciare cose già pronte sarebbe una terribile onta :P
domenica, marzo 21, 2010
La Ale c'è! :D
Tra i pavimenti da lavare e la cena sul fuoco sono qui.
Si, perché due mia amiche di penna mi hanno spinto a tornare. Ma anche perché, diciamocela tutta, la voglia di scrivere non mi è mai passata.
Mi manca il tempo.
Vediamo.
Nel super mondo glitterato di Diengì avrò circa 10 minuti frazionati nel corso della giornata per guardare le mie email. Solo guardare, neanche risponere.
Figuriamoci il blog.
Ma volete sapere del mio lavoro? No?
E vabbè, ve lo dico lo stesso :D
Lavoro nell'ufficio rassrgna stampa.
In soldoni significa fare orari simili a quelli dei panettieri per monitorare TUTTE le uscite che riguardano i miei datori di lavoro, da qui in avanti detti "le rock star".
Sotto sfilata poi non ne parliamo. Se non altro ho avuto modo di vedere dal vivo David Gandy in mutande di cachemere. E scusate se è poco XD
Questo spettacolo vale tutte le alzatacce che mi toccano.
Colleghi?
Avete presente gli stereotipi della gente che lavora nella moda?
Uguali.
Giuro.
Sanno essere estremamente comici tranne quando entrano nel loro periodo premestruale.
Un'acidosi che non vi dico. Isterisimi e gridolini da pazzi.
Estremamente folkloristici comunque.
E poi passiamo al privato.
La vita da signora, com'è?
Beh, a me piace. Mi godo l'indipendenza insieme all'uomo che amo.
Cosa potrei volere di più?
Una gatta. Pronti via. Da dicembre è arrivata Mandy, 4 chili di pelo e simpatia.
Seriamente, è una pagliaccia e io sono pazza di lei.
Ma ora vi devo salutare, ho la cena sul fuoco e sento un profumino così invitante.... :)))
Grazie a Zion e alla Cami che mi hanno spinto a scrivere ancora.
Tornerò. Forse :D
mercoledì, dicembre 02, 2009
Que sera, sera....
Avvolta in una coperta di patchwork con X-Factor di sottofondo.
Una serata da single condita da tanta tv spazzatura e le immancabili puntate di Sex and the City che riesco a guardare nella massima tranquillità.
In questa atmosfera penso che devo godermi questi ultimi 7 giorni di libertà.
Si perché fra 7 giorni esatti inizierò a lavorare nell'ufficio stampa di Dolce&Gabbana!!!
Ce l'ho fatta in barba a tutto e tutti.
Questo mese passato a casa stava iniziando ad andarmi veramente stretto.
Ho sofferto.
Mi continuavo a ripetere che avevo studiato, ero intelligente e che il periodo storico che stiamo attraversando aveva messo in ginocchio molte altre persone.
E se da una parte spedivo cv quasi senza pensare alle posizioni per cui mi stavo candidando, dall'altro lato non avevo voglia di "abbassarmi" a posizioni puramente operative.
Ho bisogno di far funzionare il cervello, di avvertire la frenesia positiva di una scadenza da rispettare portata a termine con successo, di sentire che sto facendo, che sono attiva.
E' come se mi fosse caduta una mela d'oro tra le mani.
Aver fatto colpo a quel colloquio mi ha dato una carica inimmaginabile.
Mi gasa quando vengo valutata per le mie competenze professionali.
Per una volta l'occhio della selezionatrice non è caduto sulla mia fede matrimoniale.
Stava iniziando a diventare un'abitudine piuttosto irritante.
Ad ogni modo, la prossima settimana si comincia.
Dato il mio carattere prevedo scenette tipiche di Andrea Sachs ne "Il diavolo veste Prada", tanta stanchezza e, spero, soddisfazione.
Forse mi sto facendo un po' troppe paranoie in merito a questo nuovo lavoro.
Chissà.
L'esperienza passata mi ha veramente scottato anche se so per certo che la motivazione reale è stata determinata da fattori economici (una persona che conosco indirettamente ha preso il mio posto e stanno facendo gli stessi giochetti con lei, quindi....)
Ah, chissà.
...What will be, will be.
giovedì, novembre 26, 2009
Forse ho capito.
Troverò lavoro quando la smetterò di fissarmi eccessivamente sulla ricerca.
Con mia grande sorpresa la persona che mi ha fatto il colloquio era ben lontana dall'essere una iena e per giunta le sono piaciuta!
Del tipo vegetare davanti al pc per circa 2 ore continuando a controllare gli eventuali messaggi di posta in arrivo o sui siti di ricerca sperando che ogni 10 minuti carichino l'offerta ideale.
Basta.
Un po' di colloqui li ho fatti, per alcuni sono in attesa, altri hanno un processo di selezione che scoraggerebbe chiunque (4 colloqui di cui l'ultimo sotto forma di mini training della durata di 3 giorni e poi forse vediamo).
Sempre sul discorso del non fissarsi, ho avuto la riprova qualche giorno fa.
Partiamo dal principio.
Ho scoperto che mia nonna è molto amica della mamma di Stefano Gabbana. Si lui, quello della moda.
Al che ha insistito moltissimo perché le facessi avere il curriculum.
Figuratevi con che spirito gliel'ho dato - si perché il signor Gabbana si preoccuperà di leggerlo e, soprattutto, di chiamarmi, come no.
L'altro ieri, squilla il telefono.
"Pronto, buongiorno sono Pinco Pallina di Dolce&Gabbana, abbiamo ricevuto il suo cv, vorremmo incontrarla per un colloquio".
E arrivò il colpo apoplettico.
Comunque, ho trascorso due giorni di sbattimento feroce figurandomi una scenetta tipo questa:
Con mia grande sorpresa la persona che mi ha fatto il colloquio era ben lontana dall'essere una iena e per giunta le sono piaciuta!
Come volevasi dimostrare al momento non stanno cercando per il ruolo che mi interessa, ma mi terranno in considerazione per posizioni a carattere più temporaneo.
Ragion per cui la devo smettere di fissarmi e soprattutto di pensarci troppo.
Andrò a lavare i pavimenti.
giovedì, novembre 12, 2009
Post inutile
Mi sto più o meno godendo la mia parentesi casalinga.
Dico più o meno perché stare a casa non fa per me.
Ho bisogno di contatto, vedere persone, affrontare le piccole grane quotidiane.
Spero davvero di trovare qualcosa presto.
Intanto ho dedicato parte della mattinata per farmi bella: ceretta time.
Era da molto che non la facevo (solitamente vado di crema) e oggi mi sono ricordata il motivo.
Che male fa la ceretta in zona bikini?
No, parliamone, è devastante! Per fortuna che si tratta di pochi istanti, ma che dolore T_T
Ora per 4 settimane non ne voglio più sapere...
E ora terminerò questo post inutile annunciandovi che vado a preparare i filetti di cernia coi pomodorini. :D
Buon appetito!
martedì, novembre 10, 2009
So graceful

Ne parlavo giusto l'altro giorno con alcune amiche.
Grazia e femminilità sono innate in una donna.
E io probabilmente le ho ricevute solo di striscio :P
Non fraintendetemi. Nonostante sia un'amante di jeans e scarpe da ginnastica so valorizzare il mio lato femminile in termini di abbigliamento.
Sono i movimenti che mi fregano. Quelle movenze da donna.
Tipo riuscire ad appoggiare sul sedile del passeggero dell'automobile con un unico e fluido movimento borsa, ombrello ed eventuale sacchetto.
Nel mio caso l'ombrello fradicio finirebbe sul mio sedile e il contenuto della borsa si rovescerebbe negli anfratti più nascosti della mia macchinina. E in tutto il tempo impiegato riuscirei ad inzupparmi per via della pioggia battente.
Oppure, avete presente quelle persone che hanno il dono di essere perfette in ogni situazione?
Di fianco a loro riesco sempre a trovare un pelucco di troppo sul cappotto, le scarpe segnate, i capelli in disordine.
Ma, nonostante questo, mi va bene così.
Oggi pomeriggio colloquio.
Dai, neanche due settimane e, nonostante il periodo, siamo già a una telefonata.
Manteniamo la positività. Ohmmmmmmm :D
Grazia e femminilità sono innate in una donna.
E io probabilmente le ho ricevute solo di striscio :P
Non fraintendetemi. Nonostante sia un'amante di jeans e scarpe da ginnastica so valorizzare il mio lato femminile in termini di abbigliamento.
Sono i movimenti che mi fregano. Quelle movenze da donna.
Tipo riuscire ad appoggiare sul sedile del passeggero dell'automobile con un unico e fluido movimento borsa, ombrello ed eventuale sacchetto.
Nel mio caso l'ombrello fradicio finirebbe sul mio sedile e il contenuto della borsa si rovescerebbe negli anfratti più nascosti della mia macchinina. E in tutto il tempo impiegato riuscirei ad inzupparmi per via della pioggia battente.
Oppure, avete presente quelle persone che hanno il dono di essere perfette in ogni situazione?
Di fianco a loro riesco sempre a trovare un pelucco di troppo sul cappotto, le scarpe segnate, i capelli in disordine.
Ma, nonostante questo, mi va bene così.
Oggi pomeriggio colloquio.
Dai, neanche due settimane e, nonostante il periodo, siamo già a una telefonata.
Manteniamo la positività. Ohmmmmmmm :D
sabato, ottobre 24, 2009
Quiete.
Il ronzare delicato del frigorifero.
La tv dei vicini di sottofondo.
Il ticchettare dell'orologio del salotto.
Ecco alcuni dei rumori della mia casa nel cuore della notte.
La nostra casa :)
E quanto mi scalda il cuore sentire la stessa calma anche dentro di me.
Stasera sono uscita insieme ai miei cugini.
Tutti intorno ai 20 anni, occhi pieni di sogni, tanta voglia di fare e altrettanta irrequietezza.
Se mi volto indietro mi rendo conto di essere stata così.
La piccola ribelle che tra i 12 e i 18 anni voleva scappare di casa un giorno si e uno no.
Quella che avrebbe visto tutto il mondo e imparato tutte le sue lingue e tradizioni.
Quella che sarebbe vissuta di sola aria....
E' vero, ripensando a tutto questo sento un briciolo di malinconia per quello che non è stato.
Mi rendo anche conto che l'epoca dei se e dei ma sta volgendo al termine.
In fondo non è possibile prendere tutti i treni che passano contemporaneamente.
Qualcuno lo perderemo, inevitabilmente.
Se anche solo un paio di anni fa un discorso come questo mi avrebbe mandato in crisi totale ora non mi succede più.
Ho dato un'impronta alla mia vita.
So che sarebbe potuta essere miliardi di altre vite diverse.
Mille altre Alessandra sarebbero potute esistere al mio posto.
E invece io sono qui, ora.
Con questo treno che ho preso che non so se sia quello perfetto, ma che, adesso, mi sta regalando davvero tanta felicità.
mercoledì, ottobre 21, 2009
Vite fa...
Eccomi... dopo tantissimo tempo :)
Come state?
Io?
Andiamo con ordine:
con una sindrome influenzale perenne che mi perseguita dai primi di settembre e che non accenna a diminuire.
La mia amica aveva ragione. I nanetti - ops, bambini - sono armi di distruzione di massa.
E io che credevo di avere gli anticorpi, povera illusa.
La vita a due mi piace.
Stiamo bene e non ho altro da aggiungere.
Cambiando discorso, oggi ho raggiunto dei livelli di delusione piuttosto elevati... il motivo? Non riesco a trovare nessuno che voglia venire a teatro con me :(
Ma dico, com'è possibile?
E' ovvio che a ognuno piacciono cose diverse, ma sono così strampalata e vecchia dentro se voglio fare questo abbonamento?
Quasi quasi ci vado da sola e tanti saluti.
Però, che peccato...
ps. quanto mi siete mancati!!!
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