E, in questo caso, si parla di STAGE.
Sissignori, ho sperato di scampare da questa infima forma contrattuale, ma alla fine anche io mi sono impegolata nel cosiddetto iter del neolaureato medio.
La cosa positiva è stata che arrivata alla Scuola Politecnica di Design (d'ora in avanti SPD, ndA) non sono stata presentata al resto dello staff come "la stagista" bensì come "Referente e interprete per il Master in Car Design".
Si, lo so che tanto il succo non cambia, ma una presentazione così già mette di umore migliore. Se non altro me.
Dalle 9.30 fino alle 19 sono immersa in un turbine di modelli di macchine di clay in scala 1:4, stanze dipinte con colori allucinanti, ma che, per un ragione a me sconosciuta, stanno benissimo e tanto, tantissimo vocabolario tecnico.
Il punto è che circa il 40% dei vocaboli mi sono sconosciuti anche in italiano.
Ma io non demordo.
Sta di fatto che dopo un primo giorno di circa 10 ore lavorative - d'accordo non tutte così pesanti - una volta arrivata a casa riesco anche a trovare la forza per tradurre una decina di slides che in realtà servirebbero per lunedi.
Lo dicevo io che non sto bene per niente :P