Questa esperienza in teatro mi sta facendo capire molto di me.
Anche cose che pensavo fossero lontane anni luce dal mio carattere.
Si, proprio io che mi sono sempre dichiarata in favore di una vita dedicata alla creazione artistica e alla sregolatezza che questo comporta, mi sono trovata a sentire la mancanza di orari e programmi.
Mi sono resa conto di aver rinunciato praticamente a tutto per questo: le uscite con gli amici, il corso di nuoto, di recitazione...
Non credo che una vita che ruota solo ed esclusivamente intorno alla produzione di uno spettacolo faccia per me.
Essere disponibili praticamente 7 giorni su 7, 24 ore su 24. Non poter organizzare una giornata con gli amici perché gli orari e il calendario delle prove si stilano giorno per giorno.
Non sapere MAI a che ora si finirà.
Non è molto in linea con me.
Poi i lati positivi non mancano, anzi...
Una volta in teatro, quando le luci si spengono e resta illuminata solo la scena... quando il primo attore pronuncia la sua battuta... in quel momento tutto prende vita.
Anche i vecchio e polveroso divanetto sul palcoscenico, lo specchio di carta stagnola, quel buco nel muro che dovrebbe essere una finestra.
E' magia.
In quel momento non esiste nient'altro.
8 commenti:
il teatro...che nostalgia!
ci hai lavorato anche tu? :D
ho fatto dei musical....
la mia passione e speravo che diventasse il mio lavoro...;D
immagino l'emozione della prima.....
@rutger: quindi recitavi? :D
@stafano: grazie di essere passato :D Si, la prima è un'emozione unica. Specialmente se hai seguito lo spettacolo dalla nascita...
cantavo più che recitare.. però sì era come recitare
Ho fatto una piccola esperienza teatrale anche io e la tua descizione è perfetta :)
@rutger: figo! :D
@popale: credo sia così in tutti i teatri del mondo. E chi non lha fatto non credo possa capire... *faccina sognante*
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