mercoledì, gennaio 17, 2007

L'ultimo giorno non si scorda mai

Ieri sera c'è stata la prima de "Il Ventaglio" al teatro Strehler ed è stata la giornata conclusiva del mio periodo di stage.




Non essendo mai stata ad una prima in un teatro elegante, mi sono vestita di conseguenza: pantaloni neri gessati, camicetta bianca tutta pizzi e trine (regalo di una mia zia a Natale) e, ovviamente, scarpe col tacco. Semplici decolletés nere col laccetto intorno alla caviglia. Allo specchio risulto una gran figa *cool*.



C'è un problemino però: io con i tacchi faccio fatica a guidare.
Specie se superano i 5 cm e sono sottili.
Soluzione? Si guida con le scarpe da ginnastica! :D



Alle 7 esco di casa, tutta infighettata e le famigerate scarpe in mano.



Arrivo davanti al teatro, già gremito a un'ora dall'inizio dello spettacolo, parcheggio e provo a cambiarmi le scarpe.


Non essendo propriamente uno gnomo, vi immaginate i numeri che posso aver fatto in macchina per chiudere il laccetto?


Ecco.



Nel bel mezzo di questa operazione ginnica davanti alla mia macchina passano almeno 4 persone elegantissime , sicuramente dirette allo spettacolo che lanciano occhiate sprezzanti nella mia direzione.



Dopo questa operazione, i miei capelli, che ero magicamente riuscita a domare mentre ero a casa, sono irrimediabilmente compromessi. Ovviamente non riesco a trovare le forcine.


Va beh, ma il look da selvaggia/invasata non è di moda quest'anno?



Insomma, riesco ad entrare insieme allo staff e mi ritrovo da sola nel foyer.
Ci fosse uno straccio di faccia conosciuta...


Cammino avanti e indietro per la sala cercando di darmi un tono con l'espressione del tipo so dove mi trovo, dove sto andando e perché per circa mezz'ora, poi lo spettacolo inizia.





Magico. Partito un po' in sordina per la tensione a mille degli attori, nel giro di pochi minuti si è risollevato e... è stato magnifico.
E' stato strano, dopo 20 giorni di prove, guardarlo col teatro pieno. Lo sentivo anche un po' mio :)



Intervallo.


Mi alzo dalla sedia e *stack!* il laccetto di una scarpa si rompe.
Ho camminato pianissimo e con molta delicatezza per evitare due cose:



° cadere rovinosamente dalle scale (eventualità decisamente poco felice per la mia immagine ancora in fieri)
° far volare la scarpa con movimento parabolico per farla finire addosso a qualche personalità pubblica.



No, non è successo niente di tutto questo gne gne gne :P



Il secondo tempo dello spettacolo tiene tutti gli spettatori con gli occhi incollati alla platea.
Al momento degli applausi finali mi si allarga il cuore.
Che soddisfazione vedere questo spettacolo, che ho seguito dalla sua nascita, così apprezzato dal pubblico!

Con manovre degne di James Bond riesco ad eludere la sicurezza e ad entrare nei camerini. Ho bussato ad ogni porta e li ho salutati tutti...
Francesca, Federica, Giovanni, Gianluigi, Riccardo, Simone, Marco, Matteo, Massimo, Giulia, Pia, Ivan, Gabriele, Andrea, Raffaele, Giovanni, Pasquale.
Grazie =)

Nel camerino di Francesca e Federica ho pianto. E più loro cercavano di consolarmi più mi salivano le lacrime. Per questo sono uscita subito.

Se ti piace, il teatro ti entra nel sangue. E ti manca da morire.

Da grande voglio lavorare lì.

3 commenti:

rutger ha detto...

....pure a me manca il tetro, anche se i miei spettacoli non erano così importanti penso che la tensione e l'emozione che precedono il sipario sia sempre la stessa, hai proprio ragione ti entra nel sangue

aroti ha detto...

...sei già grande!

Fly ha detto...

*_*
Che bella esperienza... spero tu possa realizzare il tuo sogno!

PS: che ridere il racconto di te con le scarpe da ginnastica e i capelli scombussolati hauhauh!!!!