domenica, agosto 24, 2008

Il momento giusto
















Ci sono fasi della tua vita in cui dentro di te scatta qualcosa.
Può essere l'aver trovato il giusto indirizzo di studi/lavoro, capire che cosa ci rende felici, raggiungere la piena consapevolezza di qualcosa.

Oppure può essere il capire di aver trovato davvero la persona giusta per noi e rendersi conto che è naturalmente arrivato il tempo di costruire una realtà con lui.

Non mi riferisco alla passione bruciante dei primi tempi, ma a qualcosa di più profondo.
Al fatto che. dopo che si passa del tempo insieme, non si è più gli stessi da soli, ma si sente che c'è qualcosa che manca.

Come se ci avessero tolto un tassello, quella parte che ci rende persone complete.
Un po' come mi sento io stasera. 

Per questo, nonostante i litigi e i momenti di difficoltà che ci potranno essere, non vedo l'ora di passare il resto della mia vita insieme a te.

venerdì, agosto 15, 2008

Ah, finalmente!









Alla fine starò via talmente poco che quasi non ve ne accorgerete ;)

Buone vacanze amici, ci rivedremo verso la fine del mese!

sabato, agosto 09, 2008

Paure

26 anni suonati, carattere indipendente, definita - tra le altre cose -una "con le palle", determinata e grintosa.

Quello che non tutti sanno è che ho paura a stare a casa da sola di notte.
Solo di notte.

Quando fuori cala il buio avrei bisogno della casa piena di gente... beh dai, non esageriamo, un'altra persona basta e avanza.

Chissà da dove viene questa paura... trauma infantile?
Sta di fatto che ora giro con tutte le luci accese e le finestre chiuse aspettando che venga il giorno.

E si, l'ho capito che sono strana XD

giovedì, agosto 07, 2008

Senza musica, la vita sarebbe un errore - Nietzsche

La sera è come al solito il momento migliore per mettermi a scrivere.
Oggi però preferisco ascoltare.
Infatti in questi giorni sto navigando su internet alla ricerca di musiche per la cerimonia - e si, lo so che manca poco meno di un anno, ma non posso farci niente. Quindi mettetevi l'anima in pace :P

Beh, per farla breve ho scoperto questo musicista classico e mi sono innamorata alla follia del suo "Canone in Re".
Lui è Pachelbel e nel video postato c'è la versione eseguita al pianoforte.
Ma anche quella per archi è a dir poco meravigliosa.

Buon ascolto a tutti allora :)


lunedì, luglio 28, 2008

Ma che carica!!!!

Again thank you and especially to Alessandra who has proven to be a true Course Co Ordinator in such a short time in the position

da un'email della mia capa =D

Evvai!!! :D

martedì, luglio 22, 2008

Post un po' sconnesso, però...

Sarà circa una settimana che continuo a ripetermi che ho DAVVERO bisogno di andare in vacanza.
La stanchezza comincia davvero a farsi sentire, non solo a livello fisico, ma anche mentale - ed è lì che la Ale sbarella.

In tutto questo però una nota positiva c'è.

Quale? Potreste chiedervi a ragion veduta.

Il fatto che ho un lavoro. Un lavoro vero.

Se mi guardo intorno il panorama dei neolaureati è desolante.

Persone uscite con ottimi voti che si ritrovano ingabbiate per mesi - se non addirittura per anni, in stage senza nessuna possibilità di carriera.
Persone con contratti che definire atipici è dire poco, non possono ammalarsi, figuriamoci prendere delle ferie quando vogliono.


A me tutto sommato è andata bene.
Contratto a progetto di 1 anno, stipendio basso, ma comunque sempre meglio di certe carnevalate che si sentono in giro e ticket restaurant inclusi.

Quest'estate non ho le ferie?
Poco male, se non altro le posso accumulare.

Seriamente. Rispetto ad altri mi è andata di culo - tanto per usare un francesismo.

Poi magari l'anno prossimo di questi tempi sarò a piedi alla disperata ricerca di un posto qualsiasi.
Ma tanto vale pensare positivo, no? :)



sabato, luglio 19, 2008

L'ho trovato.

Oggi, con quasi un anno di anticipo, ho trovato il mio vestito da sposa.

L'idea era di uscire insieme a mia mamma per guardarsi un po' intorno per vederne qualcuno e farsi un'idea dei prezzi.

E' stato surreale.

Siamo entrate in questo negozio enorme con la moquette blu su pavimento e tantissimi abiti.
C'era di tutto. Da quelli più semplici, passando per le versioni più sfarzose.
Bianchi, avorio, dorati, rosa, rossi...

Ne ho provati in tutto sei, ma il primo amore è stato il primo.
Il primo che ho trovato in mezzo a quella miriade di sete, organza e vestiti fruscianti.
Il primo che ho indossato.

La mia mamma era commossa. 
Mi ha fatto una foto con il cellulare con le mani tremanti.
Ora continuo a guardarla e riguardarla.

E penso che, fra meno di un anno, la mia vita sarà cambiata.

:)

lunedì, luglio 14, 2008

Si sa, crescita fa rima con responsabilità

Qualche giorno fa mi è salita una specie di piccola paranoia.
Come un piccolo tarlo che scava dentro.

Ho avuto paura di non riuscire nel mio lavoro, di non essere abbastanza brava.

Sono tante responsabilità, tante cose da ricordare, che cosa succede se un giorno mi dimentico quella fondamentale e metto tutti nei casini?

Ed è in queste occasioni in cui mi rendo conto di essere cresciuta, comincio ad avere delle responsabilità.
Non si tratta più - con tutto rispetto parlando - di stare in piedi davanti ad uno stand a sorridere nonostante il dolore lancinante causato dal tacco minimo 8 cm per 8 ore.

Sto iniziando ad occuparmi di cose importanti, ci sono persone che dipendono da me (non si tratta ovviamente di questioni di vita o di morte, ci mancherebbe solo questo....), ed è compito mio far si che certe questioni procedano senza troppi intoppi fino alla fine.

Sarà il guardare a tutto questo con una prospettiva troppo a lungo termine che mi blocca?
Forse quando mi vengono in mente questi pensieri dovrei ripetermi quello che mi ha detto una mia grandissima amica:

Che cosa faresti se non avessi paura?


domenica, luglio 13, 2008

Si, a volte ritornano.
Specie quando sei lì con un po' di pensieri per la testa e vuoi ritagliarti un momento intimo,
uno spazio tutto per te.

Sto bene, non fraintendetemi.
Sento solo che  i grandi cambiamenti si stanno avvicinando, anche se in ritardo rispetto a quanto era stato previsto.

Sono eccitata, cerco di non farmi travolgere dagli eventi e di mantenere una certa fredda razionalità.
Poi quando mi fermo per un attimo, eccoli lì, tutti i pensieri che ti frullano nella testa si ripresentano con una forza incredibile.
E così ti ritrovi a pensare.

La mia vita cambierà.

Ce la farò? Anzi... ce la faremo?
E non mi riferisco solamente a questioni economiche, tutt'altro.
saremo felici? Riuscirò a non farmi abbattere nei momenti di difficoltà? 
Ce la farò a mantenere dei pensieri positivi quando mi sveglierò per l'ennesima mattina stanca e incavolata per le ragioni più svariate?
Saremo in grado di sostenerci a vicenda nel modo giusto?

Queste e tante altre domande si affollano nella mia mente.
Le risposte razionali le conosco, ma adesso non le voglio sentire...

lunedì, giugno 30, 2008

in questo periodo

... non ho voglia di scrivere.
Preferisco di gran lunga leggere. Libri, riviste, i vostri blog...

Sto bene, al lavoro sto vagamente ingranando, ma sogno le vacanze che saranno corte e tardi... molto tardi... *sigh*

Vi penso tanto però :)

Baci

giovedì, giugno 19, 2008

Logorrea da blogger?

In questi giorni mi viene da scrivere tantissimo,
forse perché non l'ho fatto per tanto tempo.

E quando la sera mi rilasso, mi perdo davanti al computer, il mio piccolo world apart.
Ed è in questi momenti che mi metto a guardare e riguardare le foto della scorsa estate, a riascoltare le canzoni che l'hanno caratterizzata e pensare alle persone che l'hanno resa speciale.

E, nonostante sia passato quasi un anno, riesco a commuovermi ancora.

:)

mercoledì, giugno 18, 2008

Libri

Io adoro leggere.
Rientro in quella schiera di persone amichevolmente dette divoratrici.
Un libro che passa nelle mie mani ne esce inevitabilmente vissuto: costa con diverse pieghe ed eventuali orecchie alle pagine.

La mia carriera di lettrice è cominciata all'età di 6 anni e non si è mai più fermata.
Non mi formalizzo molto sul genere: gialli, romanzi, narrativa, poesia. 
Qualunque cosa che stuzzichi la mia curiosità.

Ed è forse anche per questo motivo che l'altro giorno mi sono buttata a capofitto su una serie di libri esposti su una di quelle bancarelle dell'usato.
Mi piace la sensazione che danno le bancarelle: tanti volumi ammonticchiati, apparentemente dimenticati che aspettano qualcuno che se ne prenda cura, di nuovo.

Insomma, tra tutti quei libri ce n'è stato uno che ha catturato la mia attenzione.
Titolo e autore sconosciuti, si tratta di un romanzo giallo.
Me ne sono innamorata perché, aprendolo, ho sentito un profumo familiarissimo.
E, in quell'istante, mi sono rivista bambina con mio nonno nella casa al mare mentre leggevamo insieme "I ragazzi della via Pal". 

Un vecchio libro con le pagine ingiallite dal tempo e il profumo che solo i libri sanno avere.

lunedì, giugno 16, 2008

Di intimità e di libri che lasciano il segno

Era da tanto che non mi ritagliavo un momento per me davanti al computer.
Un momento intimo intendo.
Si, perché da quando ho iniziato a lavorare sul serio il mio rapporto col pc è: email, email, excel, stupidi software che si impallano una volta si e l'altra pure (ah no, ogni tanto non si aprono neanche -_- ) e ancora email.

Ovviamente quando torno a casa, la voglia di accendere un altro ordigno tende allo zero. In più mi bruciano gli occhi, ecco.

Invece stasera boh, ho messo un po' si musica, sono qui in camera con la luce soffusa, penso alle cose che devo fare domani con un certo relax (bene, riesco a non farmi prendere dall'ansia?? :P ) e tac... è tornato.
Il momento in cui senti che ti manca una pagina da riempire, anche se di frasi senza un senso preciso.
Si tratta solo di svuotare la mente e riversarne il contenuto su un foglio di carta, di lasciar scorrere i propri pensieri senza preoccuparsi che abbiano un senso logico.
Si tratta di creare?
Boh, forse.

Intanto colgo l'occasione per comunicarvi (tanto questo post non ha senso, è anche bello che il mio linguaggio passi dal colloquiale a virtuosismi più elaborati) che ho appena finito di leggere questo libro e me ne sono innamorata. Di cosa parla? Di scuola, come si evince dal titolo. Ma non in modo cattedratico, anzi. Daniel Pennac, in qualità di ex somaro diventato professore, tocca l'argomento scuola e alunni con una delicatezza e una raffinatezza che non possono fare altro che colpire positivamente. Nonostante il linguaggio dell'autore sia abbastanza colorito non sfocia mai nel volgare. "Diario di scuola" è un'ottima fotografia della realtà scolastica nel corso degli anni. 
E fa capire che i ragazzi si vestiranno in modo diverso, avranno più gadget tecnologici, ma, nel profondo, restano sempre delle rondini da salvare e da indirizzare verso la giusta direzione. 



venerdì, giugno 13, 2008

Si vive per lavorare o...

...lavorare per vivere?
Mi spiego meglio.
E' vero che può non essere visto benissimo l'alzarsi allo scoccare della fine del turno.
Ma il contrario?
Se elasticamente resto un pochino di più per non lasciare a metà le cose che avevo iniziato, ma comunque quando è tempo faccio per andarmene... com'è che mi sento quasi in difetto nei confronti della persona che mi fa il passaggio di consegna che mi dice che si fermerà 2 ore in più - per altro con lo stesso stipendio?

La dedizione ad un lavoro non si mostra lavorando al meglio nel tempo previsto?
Deve essere sempre necessario farsi vedere inchiodati ad una scrivania per 2 ore in più del dovuto?

Io non credo...
Non voglio...

lunedì, giugno 09, 2008

Frenesia

In questi giorni a lavoro quasi non ho tempo di andare in bagno, figuriamoci il blog... :P
Però sto iniziando a capire i miei compiti.
E' un lavoro mooolto frenetico, bisogna avere sott'occhio tante cose diverse e ovviamente ricordarsele, ma mi sento messa alla prova in senso positivo.
Sento che posso farcela.
Devo controllare contemporaneamente 2 caselle di posta, sapere più o meno a memoria gli orari dei vari insegnanti e tenere i contatti con le varie aziende.

Ma ce la posso fare XD

mercoledì, giugno 04, 2008

Sommersa

Cazziatoni immeritati ricevuti da supermegaboss che comunque vanno tenuti buoni: 1

Email ricevute in cui i clienti si lamentano di problemi tecnici non di nostra competenza: 8

Risposte alle email di cui sopra cercando comunque di risolvere il problema: 5

Grossi casini che non vorresti MAI succedessero sul luogo di lavoro: 1 (motivo della sfuriata al punto 1)

Volte in cui ho provato terrore sentendo squillare il telefono: tutte dopo il cazziatone, quindi almeno una decina.

E ho lavorato per 2 giorni
Tra una settimana che faccio???

domenica, giugno 01, 2008

Just for fun

A seguito dei lavori di ristrutturazione della chiesa di Castelfranco di Sopra, è stata rinvenuta una nota spese per restauri datata 15 gennaio 1652.
Tale nota, per il curioso e singolare contenuto, è stato deciso di conservarla nella pinacoteca annessa alla chiesa stessa.

Ecco il testo integrale del documento:


Ci pregiamo rimettere fattura per i seguenti restauri:

Rinnovo del Paradiso (Icanto): 1 scudo
Rifatta la barba al Padreterno: 2 paoli
Indorata la cappella di S. Domenico: 5 paoli
Ritoccata una coscia di S. Rita: 3 baiocchi
Ritoccata la coda al porco di S. Antonio: 1 scudo
Messo un corno a Mosè: 2 scudi
Rifatte le palle a S. Bartolomeo: 12 paoli
Foderata la nicchia di S. Alfonso: 4 baiocchi
Ritoccato l'uccello in mano a S. Francesco: 2 paoli
Introdotta la linguetta e una canna nell'organo di S. Cecilia: 8 baiocchi
Fatta una nuova sega a S. Giuseppe: 6 scudi
Fatto fare un altro bambino alla Madonna: 15 scudi
Ritoccato il seno di S. Agata: 8 scudi
Passata una mano sul didietro di S. Anna: 2 scudi
Otturato il buco di S. Brigida: 9 scudi
Allargata la nicchia di S. Lucia: 7 scudi
Raddrizzata la verga di S. Cristoforo: 3 scudi
Fatte diverse limature a S. Filomena: 12 paoli
Rifatto il culo ad un angelo dietro l'altare: 15 baiocchi

lunedì, maggio 26, 2008

I'll be back!

Lo so, è da un po' che non mi faccio sentire, ma.. boh in realtà non so nemmeno io perché.
Meno cose ho da fare, meno mi sento di scrivere.
Raccontare le mie giornate non mi sembra esaltante, mi sembra di essere in una fase di stallo.

E invece oggi qualcosa è successo.
Qualcosa che, se tutto va bene, contribuirà a dare una svolta al mio presente fatto di mah, boh, forse e non so.

Sono contenta anche se non sono riuscita a trattare lo stipendio nel modo in cui avrei voluto (e da quando una neolaureata si mette a trattare lo stipendio?? ringrazia di averne uno almeno!!!), ma il fatto di ricoprire una posizione più di responsabilità mi esalta.
E poi sono contenta perché sono riuscita a tornare sui miei passi e, cosa più importante di tutte, sono stata accettata. Di nuovo.

Welcome aboard... again!

Ecco quello che mi è stato detto.
E non credo neanche m'importi più di tanto, almeno per adesso, che lo stipendio sia basso perché è l'ambiente che conta.
Mi piace l'idea di tornare a lavorare in un posto in cui tutti mi salutano sorridendo, in cui so che ci sarà sempre qualcuno per andare in pausa pranzo insieme o con cui scambiare 4 chiacchiere alla macchinetta del caffè.

Credo di aver fatto un passo in avanti anche piuttosto importante e ne sono felice.
Sto iniziando a realizzare adesso e sento un misto di eccitazione, felicità e paura di deludere le aspettative... tutto insieme.

I have a job as Course Coordinator at Wall Street Institute.

Yes, I'll be back!!! :)

sabato, maggio 24, 2008

giovedì, maggio 22, 2008

Growing up

Quando si capisce di essere cresciuti?
In tutto questo cazzeggiare (eh si, il mio attuale lavoro è così stimolante -.- ) mi sto rendendo conto di alcune cose.

Insomma, quando avevo 16 anni, per me una giornata senza niente da fare sarebbe stata paradisiaca: avrei chiamato le mie amiche e saremmo state un sacco di tempo in camera a scambiarci confidenze su questo o quel ragazzo. Tre anni più tardi le stesse confidenze si sarebbero scambiate davanti a una bottiglia di vodka dagli aromi più esotici (dalla classica pesca all'introvabile mela verde) e, per chi fuma, magari anche una cannetta.
Adesso siamo praticamente tutti fidanzati, quindi le uscite tra single si sono paurosamente ridotte, sostituite da quelle a 4; 6; 8 e via discorrendo per numeri pari.
E poi c'è il lavoro.
E se non c'è è pacco.

Per esempio, me. Non sono certo una cosiddetta workaholic,  che deve essere impegnata a tutti i costi tutti i giorni per minimo 8 ore al giorno più straordinari.
Però restare così più o meno con le mani in mano mi avvilisce. 
E' come una specie di impulso interno che mi spinge a fare qualcosa, a costruire.
Mi sembra di perdere tempo a restare a casa, magari facendo la spesa o sbrigando le faccende (che per inciso cerco di evitare come la peste).
Ho la testa in fermento e mi sembra di sprecare energie e creatività a fare quello che sto facendo ora (traduzioni tecniche incomprensibili per 3 giorni alla settimana, ovviamente sottopagata).

Che debba studiare tutta la vita? :P

All'università tremavo per gli esami, erano una tortura cinese, perennemente preceduti da un paio di notti all'insegna del sonno perduto.
Però, senza stare a considerare il voto, studiare non mi dispiaceva...

Boh.

Tanto ho capito che più si fanno piani meno le cose vanno come avevamo programmato :D
L'importante è farsene una ragione, no? 


Que sera, sera
What will be, will be.
- Doris Day -