Da una parte passerei tutte le mie serate a casa a dormire, d'altro canto mi dico anche che se mi ostinassi a non uscire farei la vita delle monache di clausura.
Però non ce la faccio. Magari esco, ma non reggo.
Oppure sono troppo nervosa o ipersensibile.
O, peggio ancora, scoppio a piangere per un nonnulla.
Così, invece di cercare di passare una serata piacevole, mi ostino a pensare che sono una lagna di prima categoria e che, presto o tardi, rimarrò da sola.
Si, devo farmi crescere un po' di pelo sullo stomaco e capire che il luogo di lavoro, per quanto uno possa aspirare all'armonia totale delle cose, non è quel posto idilliaco che tutti possono pensare.
Forse per riportare un po' di armonia in ufficio bisognerebbe riarredarlo tutto seguendo i canoni della sezione aurea!
..."Ma quindi se voglio comprare una racchetta da tennis come faccio a capire se va bene?"
"Eh, devi sentirlo..."
Ottimo. Un po' come Harry Potter e la sua bacchetta magica.
Speriamo che il tocco magico mi faccia anche un po' migliorare; al momento posso dichiararmi senza vergogna uno dei massimi esponenti dell'antitennis :P
Primo viaggio intercontinentale della mia vita, destinazione San Francisco, CA.
E ho avuto la fortuna di incontrare e di vivere insieme a tre persone speciali che hanno davvero riempito la mia vita, che hanno influenzato il mio carattere, la mia personalità e il mio modo di essere.
E in questi giorni le ho ritrovate, quasi tutte contemporaneamente su facebook.
E' incredibile come in quattro anni le cose siano cambiate e allo stesso tempo rimaste molto simili.
Non sono cambiate per nulla a vederle in fotografia.
Eppure una si è sposata, la timida del gruppo sta cercando a cool job e la pianista spacca, come al solito.
Mi basta chiudere gli occhi un momento per ricordarmi le spedizioni di gruppo in bagno per contrastare l'orda asiatica, la bottiglia di Corona da un litro in camera con un pacco tipo scorta vitalizia di pretzel per farsi venire sete.
Per non parlare di quella sera a ballare all'ultimo piano di quel grattacielo nel centro di San Francisco o il giro in limousine con quell'autista che non doveva avere tutte le rotelle a posto.
E poi il "pasta party" durante il quale ho trasmesso e condiviso la cultura italiana a tutti quanti solo perché avevo nostalgia di casa.
E quanto è stata brutta l'ultima sera. Is che ha suonato il pianoforte ed io che, accoccolata su quel divano nel dormitorio, mi sentivo morire.
Salutarsi davanti al tassista è stato lacerante. Ho pianto così tanto quella sera... e poi ho passato due ore buone sulla panchina in cortile a guardare un cielo che era una trapunta di stelle, consapevole di aver incontrato delle persone speciali nella mia vita.
Guardare le loro fotografie adesso mi fa una strana sensazione.
Si, perché vedo che le loro vite hanno più o meno preso una direzione e mi fa sorridere il fatto che qualcun altro possa pensare lo stesso della mia.
Di me, che a dirla tutta non sono proprio sicura di sapere dove sto andando :)))
Musica traditrice... mi sono innamorata di questa canzone, ma appena ho iniziato a prestare un po' più di attenzione alle parole mi sono resa conto che in realtà è molto triste... ma come sempre bellissima :)
Love, love, love - James Blunt
I’m not looking for us, and neither should you absolutely gorgeous then nothing I say is true you won’t find yourself in these guilty eyes. ’cause I love anybody who’s fool enough to believe, and you’re just one of many who broke their heart on me and so I say I don’t love you, though it kills me. It’s a lie that sets you free
love love love I can’t take your love love love and so I say I don’t love you, though it kills me. It’s a lie that sets you free
I will wrap my body in other women’s arm make love in a hurry feel better than I am. Hope you find yourself in someone else’s eyes
’cause I love anybody fool enough to believe, and you’re just one of many who broke their heart on me and so I say I don’t love you, though it kills me. It’s a lie that sets you free
love love love I can’t take your love love love and so I say I don’t Love you, ’cause I love anybody fool enough to believe, and you’re just one of many who broke their heart on me and so I say I don’t love you, though it kills me
’cause it’s a lie
’cause I love anybody fool enough to believe, and you’re just one of many who broke their heart on me and so I say I don’t love you, though it kills me. It’s a lie that sets you free
Mi sento in una specie di limbo, come se una ragnatela mi impedisse i movimenti.
Forse fa sempre parte di quel processo di metamorfosi iniziato tempo fa.
Anche solo un anno fa non mi sarei mai vista modello manager dei poveri che invia email velenose alla gestione internazionale o che prende in mano il telefono con piglio più o meno sicuro per cercare di pianificare e risolvere.
Non me lo sarei mai immaginato, ma ecco che mi ci ritrovo dentro in pieno.
E nello stesso tempo realizzo che probabilmente i lavori così tanto di responsabilità non sono troppo tagliati per me.
Non perché non sia in grado di farli - anzi in questo senso ho ricevuto riconoscimenti anche più di una volta - ma perché non so se il gioco valga la candela.
Insomma, dove sta il divertente del doversi sempre smazzare le incompetenze altrui?
Nell'essere una delle 3 elette della sede che sono in grado di fare tutto e definite insostituibili?
D'altronde si sa, oggi il lavoro è tutto basato sul jobsharing.
Ovvero il più bietolone prende tutto.
Insomma, chi l'ha detto che se non si è manager non ci si è realizzati?
E' meglio assecondare i propri ritmi e le proprie attitudini o piegarsi alle tendenze del momento, di una società che ci vuole tutti rampanti, flessibili e orientati alla carriera?
Da un paio di settimane o forse più io e il mio 50% stiamo iniziando a sfogliare vari cataloghi per scegliere la meta del viaggio di nozze.
O meglio, io sfoglio, faccio, disfo, chiedo e tratto ,mentre lui si siede e aspetta.
Non lo fa con cattiveria. E' che starmi dietro in questo caso richiede una resistenza psico fisica che pochi possono vantare.
Io voglio vedere il mondo e ho un'anima vagabonda.
Chiaro che appena mi mettono in mano un catalogo di qualsivoglia destinazione inizio a farmi i film sul fatto che devo assolutamente vedere quel posto.
In aggiunta a questo ci si mettono pure le agenzie viaggio che mi stanno mettendo in testa 1000 idee - cosa che, nel mio caso, non aiuta per nulla.
Alla mia domanda: "Che mete consigliate per un viaggio di nozze in giugno?" mi sono sentita rispondere, nell'ordine:
1. Messico e Cuba
2. Mah, giugno non è il massimo per i viaggi a lungo raggio, meglio stare nell'area del Mediterraneo.
3. Messico no, è troppo umido.
3. Crociera per i fiordi norvegesi
4. Giugno è l'ideale per andare OVUNQUE!! Perché non provate le Maldive o le Mauritius?
5. Madagascar
6. Maldive e Mauritius no, è la stagione delle piogge.
7. Ah, Zanzibar tutta la vita!
Risultato? Una pila infinita di cataloghi che entro breve finiranno nel contenitore della carta riciclata e le idee confusissimeeeeeeeee :D
A questo aggiungiamo che:
- io non reggo l'isoletta tutta sabbia e palme. Dopo un po' mi rompo, devo avere qualcosa da fare.
- Diego vuole rilassarsi
- Io, già che si dovrebbe andare lontano, voglio vedere tutto il possibile.
- Entrambi vorremmo il mare (un punto in comune? gridiamo al miracolo!! :D )
Questa frase potrebbe tranquillamente riassumere la mia primissima esperienza nell'ambito dell'insegnamento :D
Mi tocca la parte iniziale, quella per rompere il ghiaccio e che cosa c'è di meglio di un giochino con la palla per iniziare e tentare di ricordarsi tutti i nomi?
Bene.
Peccato che la persona a cui l'ho lanciata - dopo aver ripetuto la mia frasetta 2 o 3 volte come una stordita - non abbia capito e mi abbia risposto con i castelli :P
A parte questo primo intoppo iniziale mi sono divertita.
Davvero.
Nonostante sia stata impegnata per tutto il sabato (e così di seguito fino a febbraio).
Non mi era mai capitato per un'attività lavorativa.
Che sia la mia strada?
Colgo l'occasione per ringraziare ufficialmente tutti coloro che hanno rinunciato al loro sabato di shopping e relax per venire - gratis - ad assistere ad un corso di insegnanti non ancora in grado di insegnare propriamente :P
Senza considerare il fatto che mi hanno scambiata per americanaaaaa :D (autostima alle stelle).
Mi sembra di fare così tanto che appena arrivo a casa e mi butto sul divano mi sale tutta la stanchezza... e mi riduco ad uno straccio.
Poi il mio lavoro mi piace e pure tanto.
Forse è solo una questione di abitudine ai nuovi ritmi e orari.
Sta di fatto che mi sembra di non avere aneddoti interessanti da raccontare.
Anche i preparativi per il matrimonio sono fermi; mancano 9 mesi e ci manca da sentire per la musica e i fiori, il resto è tutto fatto.
Però fra un paio di mercoledi vado a fare la lezione di prova di danza jazz. Voglio tornare a muovermi e a sentire la musica che passa attraverso il mio corpo.
Ah, e il 20 settembre inizio il CELTA. E meno male che adesso sento di annoiarmi :P
Solo che boh... sembra che la mia vena scrittoria in questi giorni sia dormiente.
O forse manco di ispirazione.
Di scrivere dal lavoro non se ne parla... oltre ad un fatto di correttezza mi manca l'atmosfera che dico io: luci soffuse, musica di sottofondo, casa vagamente tranquilla.
E poi... boh che cosa potrei scrivere?
Beh, per cominciare di questo elemento che mi manda un'email esordendo come segue:
"Cara xxx xxx,
mi sento un po' in imbarazzo a scriverle (del lei??? mi dai del lei??? ndA) perché mi sento come uno scolaretto che non ha fatto i compiti, ma invece di dire una bugia come avrei fatto da piccolo, le dirò la verità..."
Vi garantisco che all'inizio non riuscivo nemmeno a ridere, ma sono rimasta inchiodata davanti al pc a bocca aperta XD
E, dopo questo, mi metterò a letto leggere Paperino :D
Ci sono fasi della tua vita in cui dentro di te scatta qualcosa. Può essere l'aver trovato il giusto indirizzo di studi/lavoro, capire che cosa ci rende felici, raggiungere la piena consapevolezza di qualcosa.
Oppure può essere il capire di aver trovato davvero la persona giusta per noi e rendersi conto che è naturalmente arrivato il tempo di costruire una realtà con lui.
Non mi riferisco alla passione bruciante dei primi tempi, ma a qualcosa di più profondo. Al fatto che. dopo che si passa del tempo insieme, non si è più gli stessi da soli, ma si sente che c'è qualcosa che manca.
Come se ci avessero tolto un tassello, quella parte che ci rende persone complete.
Un po' come mi sento io stasera.
Per questo, nonostante i litigi e i momenti di difficoltà che ci potranno essere, non vedo l'ora di passare il resto della mia vita insieme a te.