martedì, aprile 27, 2010

Araba Fenice

La mia ultima esperienza lavorativa è stata un disastro totale.
E invece adesso.

3 + 3 mesi di stage
Oggi, a circa 2 mesi dalla scadenza mi chiamano a colloquio con le Risorse Umane.
Contratto di 1 anno a tempo determinato (non i fuffa progetti o roba così) con uno stipendio di partenza di tutto rispetto e la possibilità di lavorare su progetti di mio interesse in autonomia.

La prossima settimana arriverà la lettera di impegno.

Stento quasi a crederci.

La ruota gira?
Giraaaaaaaaa :D


lunedì, aprile 05, 2010

The (im)perfect housewife

Due secondi, ma ci sono, davvero.
Cioè, più o meno.
Ho la cena in forno. Riscaldo gli avanzi di ieri a pranzo, nemmeno cucinati da me se devo essere onesta XD
Ad ogni modo, per rimettermi in riga nel mio ruolo ben poco calzante di casalinga perfetta, oggi ho deciso di fare dei biscotti.
Con un pizzico di cannella e gocce di cioccolato, ricetta recuperata dal manuale del mio super tecnologico robot da cucina regalatomi per Natale.
Il migliore amico di ogni housewife, no?
Vabbè, sorvoliamo.

A parte l'assoluta libidine nel vedere l'impasto che si crea davanti ai tuoi occhi mentre il tuo massimo sforzo sta nel preparare gli ingredienti e girare una manovella, non sono troppo convinta dell'esatta definizione di questo dolce.

Buono è buono.
La forma sarebbe anche quella dei biscotti.
Ma allora perché sono così morbidi? Non crudi, ma direi eccessivamente friabili.
Alto rischio effetto "uno tira l'altro non ce la si fa a smettere."

Giuro di aver seguito la ricetta alla lettera. Mah.

L'altra volta vi ho parlato della mia gatta pagliaccia e allora oggi ve la mostro nel suo posto preferito: il divano.
Meglio se accomodata nel cuscino centrale in modo da avere compagnia da entrambi i lati e in posizione da "Cosa aspettate a farmi i grattini? "

Ah, e ovviamente guai a fermarsi.

Vado a controllare la cena.
Bruciare cose già pronte sarebbe una terribile onta :P


domenica, marzo 21, 2010

La Ale c'è! :D

Tra i pavimenti da lavare e la cena sul fuoco sono qui.
Si, perché due mia amiche di penna mi hanno spinto a tornare. Ma anche perché, diciamocela tutta, la voglia di scrivere non mi è mai passata.
Mi manca il tempo.

Vediamo.

Nel super mondo glitterato di Diengì avrò circa 10 minuti frazionati nel corso della giornata per guardare le mie email. Solo guardare, neanche risponere.
Figuriamoci il blog.

Ma volete sapere del mio lavoro? No?
E vabbè, ve lo dico lo stesso :D

Lavoro nell'ufficio rassrgna stampa.
In soldoni significa fare orari simili a quelli dei panettieri per monitorare TUTTE le uscite che riguardano i miei datori di lavoro, da qui in avanti detti "le rock star".
Sotto sfilata poi non ne parliamo. Se non altro ho avuto modo di vedere dal vivo David Gandy in mutande di cachemere. E scusate se è poco XD
Questo spettacolo vale tutte le alzatacce che mi toccano.

Colleghi?
Avete presente gli stereotipi della gente che lavora nella moda?
Uguali.
Giuro.
Sanno essere estremamente comici tranne quando entrano nel loro periodo premestruale.
Un'acidosi che non vi dico. Isterisimi e gridolini da pazzi.
Estremamente folkloristici comunque.

E poi passiamo al privato.
La vita da signora, com'è?
Beh, a me piace. Mi godo l'indipendenza insieme all'uomo che amo.
Cosa potrei volere di più?
Una gatta. Pronti via. Da dicembre è arrivata Mandy, 4 chili di pelo e simpatia.
Seriamente, è una pagliaccia e io sono pazza di lei.

Ma ora vi devo salutare, ho la cena sul fuoco e sento un profumino così invitante.... :)))

Grazie a Zion e alla Cami che mi hanno spinto a scrivere ancora.

Tornerò. Forse :D

mercoledì, dicembre 02, 2009

Que sera, sera....

Avvolta in una coperta di patchwork con X-Factor di sottofondo.
Una serata da single condita da tanta tv spazzatura e le immancabili puntate di Sex and the City che riesco a guardare nella massima tranquillità.

In questa atmosfera penso che devo godermi questi ultimi 7 giorni di libertà.

Si perché fra 7 giorni esatti inizierò a lavorare nell'ufficio stampa di Dolce&Gabbana!!!

Ce l'ho fatta in barba a tutto e tutti.

Questo mese passato a casa stava iniziando ad andarmi veramente stretto.
Ho sofferto.
Mi continuavo a ripetere che avevo studiato, ero intelligente e che il periodo storico che stiamo attraversando aveva messo in ginocchio molte altre persone.
E se da una parte spedivo cv quasi senza pensare alle posizioni per cui mi stavo candidando, dall'altro lato non avevo voglia di "abbassarmi" a posizioni puramente operative.
Ho bisogno di far funzionare il cervello, di avvertire la frenesia positiva di una scadenza da rispettare portata a termine con successo, di sentire che sto facendo, che sono attiva.

E' come se mi fosse caduta una mela d'oro tra le mani.
Aver fatto colpo a quel colloquio mi ha dato una carica inimmaginabile.
Mi gasa quando vengo valutata per le mie competenze professionali.
Per una volta l'occhio della selezionatrice non è caduto sulla mia fede matrimoniale.
Stava iniziando a diventare un'abitudine piuttosto irritante.

Ad ogni modo, la prossima settimana si comincia.

Dato il mio carattere prevedo scenette tipiche di Andrea Sachs ne "Il diavolo veste Prada", tanta stanchezza e, spero, soddisfazione.

Forse mi sto facendo un po' troppe paranoie in merito a questo nuovo lavoro.
Chissà.

L'esperienza passata mi ha veramente scottato anche se so per certo che la motivazione reale è stata determinata da fattori economici (una persona che conosco indirettamente ha preso il mio posto e stanno facendo gli stessi giochetti con lei, quindi....)

Ah, chissà.

...What will be, will be.

giovedì, novembre 26, 2009

Forse ho capito.

Troverò lavoro quando la smetterò di fissarmi eccessivamente sulla ricerca.
Del tipo vegetare davanti al pc per circa 2 ore continuando a controllare gli eventuali messaggi di posta in arrivo o sui siti di ricerca sperando che ogni 10 minuti carichino l'offerta ideale.

Basta.

Un po' di colloqui li ho fatti, per alcuni sono in attesa, altri hanno un processo di selezione che scoraggerebbe chiunque (4 colloqui di cui l'ultimo sotto forma di mini training della durata di 3 giorni e poi forse vediamo).

Sempre sul discorso del non fissarsi, ho avuto la riprova qualche giorno fa.
Partiamo dal principio.

Ho scoperto che mia nonna è molto amica della mamma di Stefano Gabbana. Si lui, quello della moda.
Al che ha insistito moltissimo perché le facessi avere il curriculum.
Figuratevi con che spirito gliel'ho dato - si perché il signor Gabbana si preoccuperà di leggerlo e, soprattutto, di chiamarmi, come no.

L'altro ieri, squilla il telefono.
"Pronto, buongiorno sono Pinco Pallina di Dolce&Gabbana, abbiamo ricevuto il suo cv, vorremmo incontrarla per un colloquio".

E arrivò il colpo apoplettico.

Comunque, ho trascorso due giorni di sbattimento feroce figurandomi una scenetta tipo questa:




Con mia grande sorpresa la persona che mi ha fatto il colloquio era ben lontana dall'essere una iena e per giunta le sono piaciuta!

Come volevasi dimostrare al momento non stanno cercando per il ruolo che mi interessa, ma mi terranno in considerazione per posizioni a carattere più temporaneo.

Ragion per cui la devo smettere di fissarmi e soprattutto di pensarci troppo.

Andrò a lavare i pavimenti.

venerdì, novembre 20, 2009

Che colle!

Dio santerrimo, non ne posso più.

Non solo hanno interrotto il rapporto di lavoro con pretesti da circo per loro volere.
Non solo mi hanno ripetutamente accusato di avergli portato il temibile morbo dell'influenza A all'interno della struttura (ovvio no? Non la attacco a mio marito, ma l'avrei dovuta portare all'interno dell'asilo. E comunque, per onore di cronaca, non l'ho presa).
Non solo mi detestano perché gli ho sfilato una discreta cifretta di soldi da sotto il naso (e lì ci godo pure direi).

Ora mi stanno inseguendo da 1 settimana perché hanno bisogno della maglietta della divisa???
(100% acrilico costo stimato 3€)

MORTI DI FAMEEEEEEEEEEEEEE!

Ecco, ora mi sono sfogata :)

giovedì, novembre 12, 2009

Post inutile

Mi sto più o meno godendo la mia parentesi casalinga.
Dico più o meno perché stare a casa non fa per me.
Ho bisogno di contatto, vedere persone, affrontare le piccole grane quotidiane.
Spero davvero di trovare qualcosa presto.

Intanto ho dedicato parte della mattinata per farmi bella: ceretta time.
Era da molto che non la facevo (solitamente vado di crema) e oggi mi sono ricordata il motivo.

Che male fa la ceretta in zona bikini?
No, parliamone, è devastante! Per fortuna che si tratta di pochi istanti, ma che dolore T_T
Ora per 4 settimane non ne voglio più sapere...

E ora terminerò questo post inutile annunciandovi che vado a preparare i filetti di cernia coi pomodorini. :D

Buon appetito!

martedì, novembre 10, 2009

So graceful





















Ne parlavo giusto l'altro giorno con alcune amiche.
Grazia e femminilità sono innate in una donna.
E io probabilmente le ho ricevute solo di striscio :P

Non fraintendetemi. Nonostante sia un'amante di jeans e scarpe da ginnastica so valorizzare il mio lato femminile in termini di abbigliamento.

Sono i movimenti che mi fregano. Quelle movenze da donna.
Tipo riuscire ad appoggiare sul sedile del passeggero dell'automobile con un unico e fluido movimento borsa, ombrello ed eventuale sacchetto.

Nel mio caso l'ombrello fradicio finirebbe sul mio sedile e il contenuto della borsa si rovescerebbe negli anfratti più nascosti della mia macchinina. E in tutto il tempo impiegato riuscirei ad inzupparmi per via della pioggia battente.

Oppure, avete presente quelle persone che hanno il dono di essere perfette in ogni situazione?
Di fianco a loro riesco sempre a trovare un pelucco di troppo sul cappotto, le scarpe segnate, i capelli in disordine.

Ma, nonostante questo, mi va bene così.

Oggi pomeriggio colloquio.
Dai, neanche due settimane e, nonostante il periodo, siamo già a una telefonata.
Manteniamo la positività. Ohmmmmmmm :D

giovedì, novembre 05, 2009

Certe cose non hanno prezzo... :D

...tipo passare con la macchina davanti al precedente posto di lavoro e sentire questa canzone di sottofondo:

Look inside, look inside your tiny mind
and look a bit harder
cause we’re so uninspired
so sick and tired
of all the hatred you harbor

so you say it’s not okay to be gay
well I think you’re just evil
you’re just some racist who can’t tie my laces
you’re point of view is medieval

Fuck you, fuck you very very much
cause we hate what you do
and we hate your whole crew
so please don’t stay in touch

fuck you, fuck you very very much
cause your words don’t translate
and it’s getting quite late
so please don’t stay in touch

do you get, do you get a little kick out of being small-minded?
you want to be like your father
it’s approval you’re after
well that’s not how you’ll find it

do you, do you really enjoy living a life that’s so hateful
cause there’s a hole where your soul should be
you’re losing control of it
and it’s really distasteful

Fuck you, fuck you very very much
cause we hate what you do
and we hate your whole crew
so please don’t stay in touch

Fuck you, fuck you very very much
cause your words don’t translate
and it’s getting quite late
so please don’t stay in touch

Look inside, look inside your tiny mind
and look a bit harder
cause we’re so uninspired
so sick and tired
of all the hatred you harbor

Fuck you, fuck you very very much
cause we hate what you do
and we hate your whole crew
so please don’t stay in touch

Fuck you, fuck you very very much
cause your words don’t translate
and it’s getting quite late
so please don’t stay in touch

martedì, novembre 03, 2009

Punto e a capo.

Di nuovo.

Non mi era mai successo prima.
Insomma, credevo stesse andando tutto bene e invece di punto in bianco - casualmente, mi dico io, dopo alcuni giorni di malattia - mi ritrovo faccia a faccia con la direzione che mi sbatte in faccia la dura realtà.

Abbiamo ricevuto delle lamentele.

Sorvolando sulla loro natura che mi pare ai limiti del grottesco, quello che mi inquieta è la posizione del datore di lavoro: senza una minima azione correttiva mi dice senza mezzi termini e con un contratto dalla sua parte che non posso più lavorare.
Nel momento in cui mi permetto di far notare che non mi sono mai stati fatti notare i miei comportamenti sbagliati la risposta è: "Non è vero, ti avevamo proposto il part time, ti avevamo detto che eri stanca!"

Forse mi sto mascolinizzando, ma non possiedo ancora tali capacità interpretative tali per cui "Ti vediamo stanca = Ci sono delle aree da migliorare nel tuo lavoro".
Non riesco ancora.

Dopo lo shock iniziale e tanto supporto da parte della mia famiglia riesco ad avere la buona uscita che mi spetta e ora sono nuovamente alla ricerca.
E questo è un periodo di merda, ma non lo ripeterò più di una volta, promesso.

Insomma, ieri ero veramente giù.
Non mi era mai capitato un caso così al limite.
Mi sentivo marchiata, tipo la protagonista de "La lettera scarlatta".

Però in coscienza non ho nulla da rimproverarmi.
Mi sono impegnata al 100% in questo lavoro, probabilmente non era il posto adatto a me.

E voglio pensare che sia un'opportunità positiva per riuscire a trovare un lavoro che mi appaghi e in linea con il mio carattere e le mie capacità.

Che dite, ce la farò? :)

sabato, ottobre 24, 2009

Quiete.

Il ronzare delicato del frigorifero.
La tv dei vicini di sottofondo.
Il ticchettare dell'orologio del salotto.

Ecco alcuni dei rumori della mia casa nel cuore della notte.
La nostra casa :)

E quanto mi scalda il cuore sentire la stessa calma anche dentro di me.

Stasera sono uscita insieme ai miei cugini.
Tutti intorno ai 20 anni, occhi pieni di sogni, tanta voglia di fare e altrettanta irrequietezza.

Se mi volto indietro mi rendo conto di essere stata così.
La piccola ribelle che tra i 12 e i 18 anni voleva scappare di casa un giorno si e uno no.
Quella che avrebbe visto tutto il mondo e imparato tutte le sue lingue e tradizioni.
Quella che sarebbe vissuta di sola aria....

E' vero, ripensando a tutto questo sento un briciolo di malinconia per quello che non è stato.
Mi rendo anche conto che l'epoca dei se e dei ma sta volgendo al termine.

In fondo non è possibile prendere tutti i treni che passano contemporaneamente.
Qualcuno lo perderemo, inevitabilmente.

Se anche solo un paio di anni fa un discorso come questo mi avrebbe mandato in crisi totale ora non mi succede più.
Ho dato un'impronta alla mia vita.
So che sarebbe potuta essere miliardi di altre vite diverse.
Mille altre Alessandra sarebbero potute esistere al mio posto.

E invece io sono qui, ora.
Con questo treno che ho preso che non so se sia quello perfetto, ma che, adesso, mi sta regalando davvero tanta felicità.

mercoledì, ottobre 21, 2009

Vite fa...

Eccomi... dopo tantissimo tempo :)

Come state?

Io?
Andiamo con ordine:
con una sindrome influenzale perenne che mi perseguita dai primi di settembre e che non accenna a diminuire.
La mia amica aveva ragione. I nanetti - ops, bambini - sono armi di distruzione di massa.
E io che credevo di avere gli anticorpi, povera illusa.

La vita a due mi piace.
Stiamo bene e non ho altro da aggiungere.

Cambiando discorso, oggi ho raggiunto dei livelli di delusione piuttosto elevati... il motivo? Non riesco a trovare nessuno che voglia venire a teatro con me :(
Ma dico, com'è possibile?
E' ovvio che a ognuno piacciono cose diverse, ma sono così strampalata e vecchia dentro se voglio fare questo abbonamento?
Quasi quasi ci vado da sola e tanti saluti.
Però, che peccato...

ps. quanto mi siete mancati!!!

mercoledì, settembre 16, 2009

Disappeared?

Non riesco più a scrivere.
La vita dietro ai nanerottoli mi sta assorbendo in pieno.
E' così particolare :)

E la sera ci sono mille cose da fare.

Ma tornerò, promesso.
O almeno... lo spero!

martedì, settembre 01, 2009

Bambino a chi?

Da molto tempo non mi godevo un po' di solitudine al 100%.

Oggi ho iniziato il mio nuovo lavoro: un asilo nido bilingue.
Ormai non mi stupisco nemmeno più; finisco sempre a fare lavori per cui non ho studiato XD
In sostanza parlo in inglese a dei bimbi minuscoli, dai 3 mesi ai 3 anni.
Il punto sono tutti gli annessi e connessi: capricci, pianti, malinconie da allontanamento genitoriale che mi lacerano dentro (il bimbo che si siede davanti alla porta per aspettare la mamma e alza la testa ogni volta che sente una macchina perché sa che la mamma guida... che tristezza T_T ) e il cambio dei pannolini.
Oggi ho cambiato il mio primo e per fortuna non ho commesso danni evidenti XD

Non ero mai stata a contatto così stretto con bambini tanto piccoli.
Il punto è che credo di essere più bambina io di loro, alla faccia di autorità e responsabilità.
Ma comunque.

Vorrei concludere questo post piuttosto sconclusionato con un messaggio per il mio dentista:
la prossima volta, per favore, mi atterri con un proiettile di anestetico dal fondo del corridoio prima che abbia il tempo di arrivare alla poltrona.

Grazie.

sabato, agosto 29, 2009

L'industria della pelliccia - che barbarie!

L'avevo intuito anni fa quando ho lavorato come hostess alla fiera della pelliccia.
Mi aveva fatto un'impressione terribile vedere esposti non "semplici rettangoli di pelo", ma animali interi.
A ripensarci mi vengono ancora in mente quelle linci in cui erano visibili ancora la testa e le unghie.

Se prima il discorso mi lasciava indifferente ora mi disgusta.
Mai ho comprato né comprerò una pelliccia vera.

Navigando su internet sono incappata in questo sito.
Che orrore.
E che shock pensare che nell'anno 2009, nonostante tutti i mezzi che abbiamo per ripararci dal freddo si senta ancora il bisogno di torturare gli animali.
Mi rendo conto che il mio è un discorso semplicistico perché c'è di mezzo un'industria da miliardi di euro che per il profitto se ne infischia bellamente della fauna mondiale.

Esisteranno sempre persone che compreranno pellicce.
Ma forse, sapendo come vengono prodotte, diminuiranno.

Io lo spero.
Ma d'altronde la speranza è sempre l'ultima a morire.



domenica, agosto 16, 2009

Summer

Eccomi qui.
Live from Liguria, con la chiavetta per la connessione messa nelle posizioni improbabili per riuscire a connettersi via adsl anche in questo paesino sperduto.

Come va la vita?

Incredibilmente tranquilla.

Insomma, in circa due mesi non è volato un piatto e questo è un bene :)

Poi non so. L'altra sera abbiamo visto alcuni miei parenti che pendevano dalle nostre labbra e ci stavano guardando con occhi adoranti mentre ci ponevano la domanda che ci siamo sentiti fare quasi ininterrottamente in questi ultimi due mesi:

"E allora? La vita da sposati come va?" - con sorrisone a 32 denti.

Mi sembra sempre di deluderli quando faccio le spallucce, sorrido e rispondo "Normale".

Si tratta di due persone che si amano e che vivono sotto lo stesso tetto e che hanno a che fare con le piccole grandi questioni di ogni giorno.
Da chi scende per andare a comprare il pane al chiamare l'idraulico perché siamo rimasti inspiegabilmente senza acqua corrente a chi deve stirare, lavare i piatti o cucinare.
Ad essere onesti non mi sembra di star facendo niente di speciale se non stare insieme all'uomo che amo.
Non so, forse perché non ho mai amato le grandi celebrazioni ad ogni costo.

Comunque, a parte questo, tra una settimana back at work.
E dal 1 settembre si cambia. Sarà un salto da una realtà precaria ad un'altra, ma credo che entrerò in una dimensione diversa del mio essere con questa nuova esperienza.

E l'estate? Sembra mi stia scivolando via come sabbia fra le dita mentre mi cullo in questa nuova, tranquillissima routine.
E mi sembra strano perché è una sensazione che non ho mai provato prima.

Non si finisce mai di scoprire :)

giovedì, luglio 30, 2009

Il dentista. Argh

Contrariamente a molti ragazzini che tremavano alla vista della poltrona del dentista, non ho mai avuto grossi problemi ad andarci.
Mi divertiva moltissimo l'ablazione del tartaro, per non parlare delle pastigliette rosse rivela placca.

Anche l'estrazione di 2 denti del giudizio è passata abbastanza sotto silenzio.
Si insomma con l'anestesia non si sente niente e una volta a casa basta prendere antibiotico e aulin.
Che poi di quest'ultimo abbia tranquillamente raddoppiato le dosi questo è un altro discorso.

Ma passiamo oltre.

Dicevo che non ho mai avuto particolari problemi con questa figura medica fino ad oggi.

Tutta colpa di un pezzo di pane e salame che mi ha scheggiato un molare.
Guardandomi allo specchio mi sono detta "Ma si, cosa vuoi che sia, è talmente piccolo... basterà pochissimo".

Le ultime parole famose.

L'altro ieri mi reco dal mio fidato dentista che, dopo avermi fatto una lastra, inizia ad elencarmi una serie di lavori che neanche il Duomo in costruzione.
Tutto perché mi si è scoperto il nervo. In effetti iniziava anche a farmi malino...

Oggi vado per la prima di un numero non ben definito di sedute per iniziare con la devitalizzazione.
Comincia con l'anestesia.
Tutto normale. La guancia destra mi formicola e perdo il controllo di metà lingua.
Il medico inizia con il trapano ed una serie di altri attrezzini non ben definiti quando tocca .
A quel punto ho emesso un gorgoglio inconsulto e ho fatto un triplo salto mortale sul lettino. Neanche alle Olimpiadi si potrebbero sognare una tale performance.

Afferro il dottore per il braccio e con occhi allucinati gli dico che non ci siamo proprio.

Al che diventa un tripudio di anestesie azzurre e rosa che, fortunatamente, sortiscono il loro effetto talmente bene che resterò con la guancia desensibilizzata per circa 4 ore.

Ma io a settembre non ci voglio tornare, ecco :(

lunedì, luglio 27, 2009

I'm back!

Eccomi qui, dopo un certo periodo di assenza.

Ma non sarei potuta mancare per molto, la mia vena scrittoria ha pur sempre bisogno di una valvola di sfogo. :)

In questo periodo è capitato tutto e niente.
La vita a due mi piace.
Non è idilliaca, ma questa consapevolezza mi porta forse ad apprezzarla meglio rispetto, forse, a chi crede che il matrimonio sia tutto rose e fiori.
Io però sono felice.

Lavoro? Non mi va di toccare questo tasto al momento, ci sarebbe troppo da dire e comunque troppo poco da fare in pratica, per cui cerco di prenderla con filosofia.

E intanto, conto i giorni che mi separano dall'andare al mare con lui :)

sabato, luglio 11, 2009

Il mio giorno più bello

Eccomi qui a quasi un mese dal matrimonio a ripensare a tutti i momenti e all'emozione provata che sembra non accenni a passare :)

La mattina del matrimonio viene a svegliarmi mia mamma verso le 7 (e io che ero convinta che non avrei chiuso occhio! ).
Dopo colazione corro dal parrucchiere che per l'occasione ha aperto il negozio apposta: alle 8 sono sotto le mani della mitica Melissa che mi ha truccato come una principessa.
Dopo il trucco è il momento dell'acconciatura, assolutamente perfetta.
Peccato che ci abbiano messo più tempo del previsto e a partire dalle 9 inizia a squillare il cellulare dato che i fotografi sono già arrivati, mentre io sono ancora sotto i "ferri".

Immaginatevi una pazza che corre in jeans e felpa nera con un diadema in testa.

Arrivo a casa e vedo che sono passate a trovarmi due bimbe che abitano nel mio palazzo, volevano vedere la sposa che si veste... tenerissime.
Finalmente vestita arrivo in salotto per qualche fotografia prima di arrivare in chiesa (con mia mamma che aveva approfittato del ritardo per sgattaiolare via, odia le foto ufficiali )

Finalmente siamo pronti.
Entro in ascensore con mio papà facendo numeri da circo perché il vestito è troppo ingombrante.

Avevano messo nell'ingresso la passatoia rossa con dei fiori a lato, una sorpresa bellissima!

Finalmente arriviamo in chiesa, ma amici e parenti sono quasi tutti fuori e non si decidono ad entrare.
Allora, dato che nessuno si muove, mi metto a fare gesti ad uno dei miei cugini per dire di riempire la chiesa.

Da quando sono entrata in chiesa non ho capito più niente, vedevo soltanto lui in piedi ad aspettarmi, emozionatissimo...Siamo stati tutta la cerimonia con gli occhi lucidi, ma senza piangere (e meno male altrimenti non ci saremmo più fermati ).
Sul sagrato siamo stati accolti da una pioggia di riso e monetine - che male!!! - e poi baci, abbracci, visi sorridenti e commossi...

Dopo un po' di foto in Brera (con tutti i giapponesi muniti di macchine fotografiche che si sono divertiti ) ci dirigiamo verso il ristorante.Il pranzo è stato ottimo anche se noi abbiamo passato la maggior parte del tempo in mezzo ai tavoli a chiacchierare con gli invitati...

Alla fine di tutto, i nostri amici ci hanno portato a fare una passeggiata in piazza del Duomo e poi finalmente a casina.

Queste poche parole non riescono a trasmettere l'emozione e la gioia che abbiamo provato quel giorno.Il mio cuore traboccava di felicità.Tutto è passato in secondo piano.
I fiori, i segnatavolo, le decorazioni... non le ho nemmeno viste.

C'eravamo solo io e lui.