Non mi era mai successo prima.
Insomma, credevo stesse andando tutto bene e invece di punto in bianco - casualmente, mi dico io, dopo alcuni giorni di malattia - mi ritrovo faccia a faccia con la direzione che mi sbatte in faccia la dura realtà.
Abbiamo ricevuto delle lamentele.
Sorvolando sulla loro natura che mi pare ai limiti del grottesco, quello che mi inquieta è la posizione del datore di lavoro: senza una minima azione correttiva mi dice senza mezzi termini e con un contratto dalla sua parte che non posso più lavorare.
Nel momento in cui mi permetto di far notare che non mi sono mai stati fatti notare i miei comportamenti sbagliati la risposta è: "Non è vero, ti avevamo proposto il part time, ti avevamo detto che eri stanca!"
Forse mi sto mascolinizzando, ma non possiedo ancora tali capacità interpretative tali per cui "Ti vediamo stanca = Ci sono delle aree da migliorare nel tuo lavoro".
Non riesco ancora.
Dopo lo shock iniziale e tanto supporto da parte della mia famiglia riesco ad avere la buona uscita che mi spetta e ora sono nuovamente alla ricerca.
E questo è un periodo di merda, ma non lo ripeterò più di una volta, promesso.
Insomma, ieri ero veramente giù.
Non mi era mai capitato un caso così al limite.
Mi sentivo marchiata, tipo la protagonista de "La lettera scarlatta".
Però in coscienza non ho nulla da rimproverarmi.
Mi sono impegnata al 100% in questo lavoro, probabilmente non era il posto adatto a me.
E voglio pensare che sia un'opportunità positiva per riuscire a trovare un lavoro che mi appaghi e in linea con il mio carattere e le mie capacità.
Che dite, ce la farò? :)


