Musica traditrice... mi sono innamorata di questa canzone, ma appena ho iniziato a prestare un po' più di attenzione alle parole mi sono resa conto che in realtà è molto triste... ma come sempre bellissima :)
Love, love, love - James Blunt
I’m not looking for us, and neither should you absolutely gorgeous then nothing I say is true you won’t find yourself in these guilty eyes. ’cause I love anybody who’s fool enough to believe, and you’re just one of many who broke their heart on me and so I say I don’t love you, though it kills me. It’s a lie that sets you free
love love love I can’t take your love love love and so I say I don’t love you, though it kills me. It’s a lie that sets you free
I will wrap my body in other women’s arm make love in a hurry feel better than I am. Hope you find yourself in someone else’s eyes
’cause I love anybody fool enough to believe, and you’re just one of many who broke their heart on me and so I say I don’t love you, though it kills me. It’s a lie that sets you free
love love love I can’t take your love love love and so I say I don’t Love you, ’cause I love anybody fool enough to believe, and you’re just one of many who broke their heart on me and so I say I don’t love you, though it kills me
’cause it’s a lie
’cause I love anybody fool enough to believe, and you’re just one of many who broke their heart on me and so I say I don’t love you, though it kills me. It’s a lie that sets you free
Mi sento in una specie di limbo, come se una ragnatela mi impedisse i movimenti.
Forse fa sempre parte di quel processo di metamorfosi iniziato tempo fa.
Anche solo un anno fa non mi sarei mai vista modello manager dei poveri che invia email velenose alla gestione internazionale o che prende in mano il telefono con piglio più o meno sicuro per cercare di pianificare e risolvere.
Non me lo sarei mai immaginato, ma ecco che mi ci ritrovo dentro in pieno.
E nello stesso tempo realizzo che probabilmente i lavori così tanto di responsabilità non sono troppo tagliati per me.
Non perché non sia in grado di farli - anzi in questo senso ho ricevuto riconoscimenti anche più di una volta - ma perché non so se il gioco valga la candela.
Insomma, dove sta il divertente del doversi sempre smazzare le incompetenze altrui?
Nell'essere una delle 3 elette della sede che sono in grado di fare tutto e definite insostituibili?
D'altronde si sa, oggi il lavoro è tutto basato sul jobsharing.
Ovvero il più bietolone prende tutto.
Insomma, chi l'ha detto che se non si è manager non ci si è realizzati?
E' meglio assecondare i propri ritmi e le proprie attitudini o piegarsi alle tendenze del momento, di una società che ci vuole tutti rampanti, flessibili e orientati alla carriera?
Da un paio di settimane o forse più io e il mio 50% stiamo iniziando a sfogliare vari cataloghi per scegliere la meta del viaggio di nozze.
O meglio, io sfoglio, faccio, disfo, chiedo e tratto ,mentre lui si siede e aspetta.
Non lo fa con cattiveria. E' che starmi dietro in questo caso richiede una resistenza psico fisica che pochi possono vantare.
Io voglio vedere il mondo e ho un'anima vagabonda.
Chiaro che appena mi mettono in mano un catalogo di qualsivoglia destinazione inizio a farmi i film sul fatto che devo assolutamente vedere quel posto.
In aggiunta a questo ci si mettono pure le agenzie viaggio che mi stanno mettendo in testa 1000 idee - cosa che, nel mio caso, non aiuta per nulla.
Alla mia domanda: "Che mete consigliate per un viaggio di nozze in giugno?" mi sono sentita rispondere, nell'ordine:
1. Messico e Cuba
2. Mah, giugno non è il massimo per i viaggi a lungo raggio, meglio stare nell'area del Mediterraneo.
3. Messico no, è troppo umido.
3. Crociera per i fiordi norvegesi
4. Giugno è l'ideale per andare OVUNQUE!! Perché non provate le Maldive o le Mauritius?
5. Madagascar
6. Maldive e Mauritius no, è la stagione delle piogge.
7. Ah, Zanzibar tutta la vita!
Risultato? Una pila infinita di cataloghi che entro breve finiranno nel contenitore della carta riciclata e le idee confusissimeeeeeeeee :D
A questo aggiungiamo che:
- io non reggo l'isoletta tutta sabbia e palme. Dopo un po' mi rompo, devo avere qualcosa da fare.
- Diego vuole rilassarsi
- Io, già che si dovrebbe andare lontano, voglio vedere tutto il possibile.
- Entrambi vorremmo il mare (un punto in comune? gridiamo al miracolo!! :D )
Questa frase potrebbe tranquillamente riassumere la mia primissima esperienza nell'ambito dell'insegnamento :D
Mi tocca la parte iniziale, quella per rompere il ghiaccio e che cosa c'è di meglio di un giochino con la palla per iniziare e tentare di ricordarsi tutti i nomi?
Bene.
Peccato che la persona a cui l'ho lanciata - dopo aver ripetuto la mia frasetta 2 o 3 volte come una stordita - non abbia capito e mi abbia risposto con i castelli :P
A parte questo primo intoppo iniziale mi sono divertita.
Davvero.
Nonostante sia stata impegnata per tutto il sabato (e così di seguito fino a febbraio).
Non mi era mai capitato per un'attività lavorativa.
Che sia la mia strada?
Colgo l'occasione per ringraziare ufficialmente tutti coloro che hanno rinunciato al loro sabato di shopping e relax per venire - gratis - ad assistere ad un corso di insegnanti non ancora in grado di insegnare propriamente :P
Senza considerare il fatto che mi hanno scambiata per americanaaaaa :D (autostima alle stelle).
Mi sembra di fare così tanto che appena arrivo a casa e mi butto sul divano mi sale tutta la stanchezza... e mi riduco ad uno straccio.
Poi il mio lavoro mi piace e pure tanto.
Forse è solo una questione di abitudine ai nuovi ritmi e orari.
Sta di fatto che mi sembra di non avere aneddoti interessanti da raccontare.
Anche i preparativi per il matrimonio sono fermi; mancano 9 mesi e ci manca da sentire per la musica e i fiori, il resto è tutto fatto.
Però fra un paio di mercoledi vado a fare la lezione di prova di danza jazz. Voglio tornare a muovermi e a sentire la musica che passa attraverso il mio corpo.
Ah, e il 20 settembre inizio il CELTA. E meno male che adesso sento di annoiarmi :P
Solo che boh... sembra che la mia vena scrittoria in questi giorni sia dormiente.
O forse manco di ispirazione.
Di scrivere dal lavoro non se ne parla... oltre ad un fatto di correttezza mi manca l'atmosfera che dico io: luci soffuse, musica di sottofondo, casa vagamente tranquilla.
E poi... boh che cosa potrei scrivere?
Beh, per cominciare di questo elemento che mi manda un'email esordendo come segue:
"Cara xxx xxx,
mi sento un po' in imbarazzo a scriverle (del lei??? mi dai del lei??? ndA) perché mi sento come uno scolaretto che non ha fatto i compiti, ma invece di dire una bugia come avrei fatto da piccolo, le dirò la verità..."
Vi garantisco che all'inizio non riuscivo nemmeno a ridere, ma sono rimasta inchiodata davanti al pc a bocca aperta XD
E, dopo questo, mi metterò a letto leggere Paperino :D
Ci sono fasi della tua vita in cui dentro di te scatta qualcosa. Può essere l'aver trovato il giusto indirizzo di studi/lavoro, capire che cosa ci rende felici, raggiungere la piena consapevolezza di qualcosa.
Oppure può essere il capire di aver trovato davvero la persona giusta per noi e rendersi conto che è naturalmente arrivato il tempo di costruire una realtà con lui.
Non mi riferisco alla passione bruciante dei primi tempi, ma a qualcosa di più profondo. Al fatto che. dopo che si passa del tempo insieme, non si è più gli stessi da soli, ma si sente che c'è qualcosa che manca.
Come se ci avessero tolto un tassello, quella parte che ci rende persone complete.
Un po' come mi sento io stasera.
Per questo, nonostante i litigi e i momenti di difficoltà che ci potranno essere, non vedo l'ora di passare il resto della mia vita insieme a te.
26 anni suonati, carattere indipendente, definita - tra le altre cose -una "con le palle", determinata e grintosa.
Quello che non tutti sanno è che ho paura a stare a casa da sola di notte. Solo di notte.
Quando fuori cala il buio avrei bisogno della casa piena di gente... beh dai, non esageriamo, un'altra persona basta e avanza.
Chissà da dove viene questa paura... trauma infantile? Sta di fatto che ora giro con tutte le luci accese e le finestre chiuse aspettando che venga il giorno.
La sera è come al solito il momento migliore per mettermi a scrivere. Oggi però preferisco ascoltare. Infatti in questi giorni sto navigando su internet alla ricerca di musiche per la cerimonia - e si, lo so che manca poco meno di un anno, ma non posso farci niente. Quindi mettetevi l'anima in pace :P
Beh, per farla breve ho scoperto questo musicista classico e mi sono innamorata alla follia del suo "Canone in Re". Lui è Pachelbel e nel video postato c'è la versione eseguita al pianoforte. Ma anche quella per archi è a dir poco meravigliosa.
Qualche giorno fa mi è salita una specie di piccola paranoia.
Come un piccolo tarlo che scava dentro.
Ho avuto paura di non riuscire nel mio lavoro, di non essere abbastanza brava.
Sono tante responsabilità, tante cose da ricordare, che cosa succede se un giorno mi dimentico quella fondamentale e metto tutti nei casini?
Ed è in queste occasioni in cui mi rendo conto di essere cresciuta, comincio ad avere delle responsabilità.
Non si tratta più - con tutto rispetto parlando - di stare in piedi davanti ad uno stand a sorridere nonostante il dolore lancinante causato dal tacco minimo 8 cm per 8 ore.
Sto iniziando ad occuparmi di cose importanti, ci sono persone che dipendono da me (non si tratta ovviamente di questioni di vita o di morte, ci mancherebbe solo questo....), ed è compito mio far si che certe questioni procedano senza troppi intoppi fino alla fine.
Sarà il guardare a tutto questo con una prospettiva troppo a lungo termine che mi blocca?
Forse quando mi vengono in mente questi pensieri dovrei ripetermi quello che mi ha detto una mia grandissima amica:
Che cosa faresti se non avessi paura?
domenica, luglio 13, 2008
Si, a volte ritornano.
Specie quando sei lì con un po' di pensieri per la testa e vuoi ritagliarti un momento intimo,
uno spazio tutto per te.
Sto bene, non fraintendetemi.
Sento solo che i grandi cambiamenti si stanno avvicinando, anche se in ritardo rispetto a quanto era stato previsto.
Sono eccitata, cerco di non farmi travolgere dagli eventi e di mantenere una certa fredda razionalità.
Poi quando mi fermo per un attimo, eccoli lì, tutti i pensieri che ti frullano nella testa si ripresentano con una forza incredibile.
E così ti ritrovi a pensare.
La mia vita cambierà.
Ce la farò? Anzi... ce la faremo?
E non mi riferisco solamente a questioni economiche, tutt'altro.
saremo felici? Riuscirò a non farmi abbattere nei momenti di difficoltà?
Ce la farò a mantenere dei pensieri positivi quando mi sveglierò per l'ennesima mattina stanca e incavolata per le ragioni più svariate?
Saremo in grado di sostenerci a vicenda nel modo giusto?
Queste e tante altre domande si affollano nella mia mente.
Le risposte razionali le conosco, ma adesso non le voglio sentire...