mercoledì, ottobre 01, 2008

Career oriented?

Periodo strano.
Difficile e un po' pesante.

Mi sento in una specie di limbo, come se una ragnatela mi impedisse i movimenti.

Forse fa sempre parte di quel processo di metamorfosi iniziato tempo fa.

Anche solo un anno fa non mi sarei mai vista modello manager dei poveri che invia email velenose alla gestione internazionale o che prende in mano il telefono con piglio più o meno sicuro per cercare di pianificare e risolvere.

Non me lo sarei mai immaginato, ma ecco che mi ci ritrovo dentro in pieno.
E nello stesso tempo realizzo che probabilmente i lavori così tanto di responsabilità non sono troppo tagliati per me.

Non perché non sia in grado di farli - anzi in questo senso ho ricevuto riconoscimenti anche più di una volta - ma perché non so se il gioco valga la candela.

Insomma, dove sta il divertente del doversi sempre smazzare le incompetenze altrui?
Nell'essere una delle 3 elette della sede che sono in grado di fare tutto e definite insostituibili?
D'altronde si sa, oggi il lavoro è tutto basato sul jobsharing.
Ovvero il più bietolone prende tutto.

Insomma, chi l'ha detto che se non si è manager non ci si è realizzati?

E' meglio assecondare i propri ritmi e le proprie attitudini o piegarsi alle tendenze del momento, di una società che ci vuole tutti rampanti, flessibili e orientati alla carriera?


3 commenti:

Isabel Green ha detto...

coraggio!vedrai che passerà anche questo periodo

Simo ha detto...

Io voto i propri ritmi e le proprie attitidini!

Zion ha detto...

i propri ritmi in primis. o finisci ammalata e stressata a trent'anni...e si dimenticano in un baleno di te, a lavoro!
Lascia perdere, si può essere una persona di successo con i propri ritmi. Perchè "il successo" è riuscire ad essere felici, non è far guadagnare di più una azienda che non è nemmeno tua.

Zion