martedì, gennaio 06, 2009

A window looking to the world



La mia piccola finestra sul mondo.
Un angolino da cui posso osservare senza essere vista.
Il mio rifugio di pace da cui lasciar defluire incessantemente tutti i miei pensieri verso l'esterno.
Come schiudere lentamente un pugno in cui abbiamo racchiuso della sabbia e lasciare che scivoli via attraverso le dita.

Mi è sempre piaciuto guardare fuori dalla finestra; specialmente quando ho la possibilità di lasciar vagare il mio sguardo su di un panorama incontaminato e libero.
Come seguire il volo di un gabbiano sulla superficie del mare.
O di un cavallo che corre libero per i prati.
Animo eccessivamente sognatore il mio?
Forse. Ma che male fa?

Ricordo che, quando indugiavo troppo davanti alla finestra, i miei genitori mi toglievano da lì perché "non sta bene spiare quello che fanno gli altri".
In realtà non me ne è mai importato granché degli altri.
Mi piaceva guardare il mondo scorrere sotto di me (abito al 3 piano).
Le macchine, la signora coi sacchi del supermercato che rientrava a casa, il signore che usciva di casa per portare fuori il cane, il maleducato che gettava la cartaccia per terra.
Forse avrei potuto fare l'antropologa o la sociologa. E sorrido tra me e me pensando a quanto abbia detestato con tutta l'anima gli esami di sociologia, definendo gli autori dei miei libri una manica di persone che hanno scritto un mucchio di testi analizzando quisquilie.
Quando invece, magari, hanno solo avuto la colpa di fermarsi un po' troppo a guardare, fuori dalla finestra, la realtà circostante. :)

ps. Certo è, che con tutta la mia buona volontà, dei mattoni alla Walter Benjamin non sarei MAI capace di tirarli fuori :P


2 commenti:

Zion ha detto...

che bel post!!! :-)
Zion

Bungler Butterfly ha detto...

Grazie! :)))