sabato, aprile 07, 2007

Elogio della solitudine

Oggi pomeriggio sono uscita da sola.
E' un'abitudine che ho preso da relativamente poco tempo e che si sta rivelando insolitamente piacevole.
Dico insolitamente perché a me piace stare in mezzo al casino.
E invece ho scoperto che mi piace.
Mi piace perché, se faccio acquisti, sono tranquilla; non ho nessuno che mi corre dietro o che tenta di influenzarmi su che cosa mi potrebbe stare bene o meno.
Mi piace perché riesco a godermi la città. Senza fretta.
Ed è stato in questo modo che oggi, dopo un salto in un negozio in Brera a comprare perline azzurre con cui ho fatto una collana e degli orecchini belli belli belli ^_^, sulla strada di casa sono incappata in questo: "Luce negli occhi/Light to the eyes - Chiara Dynys"; ingresso gratuito.
"Beh" mi sono detta "perché no?"
Formidabile.
Una mostra relativamente piccola, colori su colori e un'installazione (Il giardino dei diamanti) che mi resterà sempre nel cuore.

Se la mia descrizione vi avesse incuriosito, ecco il
link.

L' Assessorato alla Cultura del Comune di Milano presenta, presso la prestigiosa sede della Rotonda di Via Besana, la mostra:"Chiara Dynys - Luce negli occhi/ Light to the eyes" a cura di Maurizio Sciaccaluga e Steve della Casa.
Sedici installazioni, di cui cinque inedite, create dagli inizi degli anni Novanta ad oggi, conducono il visitatore in una realtà tutta sensoriale, di "immagini" mutevoli e coinvolgenti, attraverso un percorso di stanze che cambiano colore, muri specchiantie intere pareti contrassegnate da elementi lenticolari.
L'occhio del vistatore viene inglobato in un mondo in cui la luce rende ambigui i materiali, talora smaterializzandoli e poi ricomponendoli, in una realtà in movimento che colpisce profondamente la percezione del fruitore.
Insieme ad alcune opere realizzate per l'occasione , come la foresta di luci al neon colorate Shanghai, 2007 (nella foto sopra), sarà possibile ammirare alcuni lavori degli ultimi anni: in Born to be confused, del 2004, 104 piccole light box colorate riportano parole che si trasformano al passaggio dei visitatori in vocaboli dal significato opposto; in Don't move, ad ogni minimo spostamento del visitatore corrisponde una modifica percettiva dell'immagine: un ponte affollato di persone improvvisamente crolla e si ricostiuisce, il tetto di una chiesa cade e si ricompone al passaggio del pubblico; le teste di un uomo e una donna in Near and far, presi di nuca, si girano senza mai arrivare a guardarsi e a guardare il pubblico, sottolineando il tema dell'incomunicabilità. Una stanza della mostra, Il giardino dei diamanti e delle stelle, si può ammirare solo da piccole finestre.

<> commenta Maurizio Sciaccaluga, curatore della mostra insieme a Steve Della Casa.
La mostra offre inoltre un interessante cortometraggio dal titolo "Made in China" realizzato dall'artista con Milena Vukotic.

2 commenti:

Zion ha detto...

Adoro le mostre di arte un po' "alternativa"....non vedo l'ora di vedere questa che hai segnalato!

Grassieeee!

Zion

Bungler Butterfly ha detto...

Ma figurati ;)
Merita davvero :) E sarà a Milano fino al 10 giugno se non ricordo male...